* INFORM *

INFORM - N. 225 - 25 novembre 2002

Convegno della Caritas di Roma nel quadro del Programma europeo sulla tratta dei clandestini "STOP II"

Per una maggiore consapevolezza sul drammatico traffico internazionale di donne e bambini

ROMA - Secondo stime dell’ONU e dell’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) ogni anno 700 mila donne e bambini attraversano illegalmente i confini dell’Europa occidentale. Un vero e proprio traffico di esseri umani che, quando è finalizzato allo sfruttamento sessuale della persona, è sempre caratterizzato da coercizioni e vessazioni che mirano alla riduzione in schiavitù dell’individuo. Una problematica di rilevanza internazionale che, nonostante gli sforzi delle Istituzioni, dei media e delle Ong, non riesce ad avere adeguata visibilità presso l’opinione pubblica europea. Per richiamare l’attenzione della gente su questa drammatica realtà ha preso il via, nel dicembre del 2001, il Programma "STOP II", finanziato dalla Commissione Europea.

Nell’ambito di questa iniziativa, la Caritas di Roma ha realizzato il progetto di ricerca dal titolo "L’informazione per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sul traffico degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale". Il progetto è stato caratterizzato dall’attiva collaborazione di altre organizzazioni non governative che, in Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia, Francia, Spagna e Svezia, hanno attivato seminari e specifiche tavole rotonde sull’argomento. Una serie di incontri che hanno portato all’attivazione di un’apposita rete informativa e alla creazione di nuovi progetti tra i Paesi dell’Est e dell’Ovest europeo. Un nuovo modo di affrontare la questione, basato sul partenariato e sulla fattiva collaborazione tra Ong ed istituzioni nazionali, che rappresenta il primo passo verso una possibile azione comune dei Paesi interessati.

Il temi salienti di questo interessante progetto informativo - i dati e le osservazioni maturate durante i seminari saranno consultabili in un’apposita finestra informativa sui siti della Caritas (www.caritaroma.it) e della Rai (www.SegretariatoSociale.rai.it) - sono stati discussi a Roma venerdì 22 novembre, presso la Sala degli Arazzi della Rai, nel corso del convegno che ha concluso la lunga catena degli incontri internazionali. Dopo gli interventi di saluto dei rappresentanti delle Ong dei principali Paesi che hanno preso parte al progetto, il direttore della Caritas diocesana di Roma mons. Guerino Di Tora si è soffermato sul processo di globalizzazione e sulle sue ripercussioni. "La tratta di esseri umani per lo sfruttamento sessuale - ha detto Di Tora - è un aspetto negativo della globalizzazione che va affrontato attraverso una maggiore conoscenza del fenomeno che permetta l’elaborazione di una soluzione mirata. In questo contesto, ma il ragionamento vale anche per gli immigrati, occorre un discorso di vasta rete ed una riflessione che non sia localizzata al solo livello nazionale Tutto questo - ha proseguito il direttore della Caritas romana - ci deve portare a riscoprire la dignità della persona umana che oggi invece si trova immersa in una realtà globalizzata in cui la tecnologia tende a prevalere e diventare il criterio di giudizio dell’uomo". Di Tora, dopo aver evidenziato la necessità di avviare un preciso monitoraggio di questa nuova forma di schiavitù, ha auspicato che il progetto di ricerca passi al più presto dalla fase dell’informazione a quella della formazione e cioè che fornisca indicazioni utili sulla costruzione del nostro futuro.

Il convegno ha ospitato anche una tavola rotonda dal titolo "Nuove forme di schiavitù tra informazione e consapevolezza". Dal dibattito sono emersi numerosi spunti interessanti come ad esempio la riflessione di Silvia Costa, consigliere del Cnel, che ha ribadito la necessità, al fine di contrastare la tratta degli esseri umani, sia di avviare un migliore coordinamento delle politiche sociali - anche attraverso la creazione di un tavolo integrato formato da esperti e da rappresentanti delle istituzioni - sia di combattere la dilagante mercificazione della bellezza femminile nei programmi televisivi del nostro Paese. Da segnalare - oltre all’intervento della dirigente della centrale operativa della Questura di Milano Elisabetta Silvetti che ha raccontato dall’interno la drammatica lotta della polizia contro lo sfruttamento della prostituzione - anche il commento di Francesco Carchedi del Parsec che ha posto in evidenza la crescente difficoltà di distinguere tra prostituzione volontaria e coatta. Una lacuna ed un vuoto che solo il paziente lavoro di approfondimento svolto dalle Ong potrebbe colmare.

Dopo l’intervento del responsabile del Segretariato sociale della Rai Carlo Romeo volto a ribadire la disponibilità del servizio pubblico ad appoggiare iniziative divulgative su questi argomenti, il cardinale Fiorenzo Angelini ha evidenziato come a tutt’oggi manchi in Italia e nel mondo sia un’approfondita conoscenza dei meccanismi che regolano la tratta e lo sfruttamento dei minori, sia una piena consapevolezza di quanto, anche grazie alle nuove tecnologie, possa essere fatto per contrastare il drammatico fenomeno. Secondo il cardinale, se vi fosse la buona volontà, le moderne tecnologia comunicative potrebbero infatti diffondere tra la popolazione la piena consapevolezza del dramma migratorio e quindi contrastare con efficacia questa realtà criminale. Per Angelini, dopo questo primo passo finalizzato all’informazione dell’opinione pubblica, sarà poi necessaria un’azione comune di tutte le forze civili, religiose e sociali, che, senza pregiudizi di sorta, si dovranno attivare per difendere e tutelare la vita ed il concetto stesso di persona umana. "In questo contesto - ha concluso il cardinale Angelini con una dichiarazione decisa ma piena di speranza - dobbiamo richiamare l’attenzione dei tanti uomini politici che non prestano attenzione e lasciano alla deriva la tutela della persona umana". (Lorenzo Zita-Inform)


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