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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2002

A Bruxelles il tour europeo di Toscana Promozione. Il Presidente della Regione Martini invita gli operatori del Belgio a investire in Toscana

BRUXELLES - Investire in Toscana non solo nella cultura, nell’arte e nel turismo, ma anche nelle alte tecnologie, nella componentistica, nella chimica e nella farmaceutica: questa la proposta portata a Bruxelles da Toscana Promozione, l’agenzia nata per promuovere l’economia toscana nel mondo e incoraggiare gli investimenti stranieri a prendere la strada della Toscana. Bruxelles è stata la seconda tappa di un tour, partito da Londra e che toccherà anche Amsterdam e Parigi. All’iniziativa di Bruxelles, che si è svolta nella sede della Regione Toscana grazie alla collaborazione dell’ICE, è intervenuto il presidente della Regione, Claudio Martini.

Nonostante l’immagine tradizionale, l’industria continua a rappresentare il 32% del valore aggiunto prodotto in Toscana e il 34% dell’occupazione. I settori tradizionali, come il tessile e l’abbigliamento, il cuoio e la pelletteria, coprono un terzo del valore aggiunto del settore manifatturiero (5.000 milioni di euro), seguiti però dalla meccanica (2.500 milioni) e dal manifatturiero non metallurgico (1.300 milioni).

Due le aree proposte agli operatori finanziari del Belgio: l’area vasta Pisa-Livorno e l’area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia. Da un lato la Toscana del distretto del cuoio, ma anche delle grandi imprese, dei tre porti e dell’aeroporto, dell’Università e del CNR; dall’altro la Toscana dei distretti industriali e della piccola e media impresa, del tessile e dell’engineering, dell’industria alimentare e del turismo. Ma soprattutto due aree dove sono già insediate attività produttive multinazionali, che assicurano ai potenziali nuovi investitori alcuni requisiti fondamentali: la collocazione geografica favorevole in una rete infrastrutturale soddisfacente, l’esistenza di poli scientifici e tecnologici a servizio delle imprese e la disponibilità di aree competitive, per il costo e per la presenza dei servizi necessari all’insediamento.

Perché scegliere la Toscana? Perché il costo della manodopera qualificata è competitivo rispetto a quello di molte altre regioni europee (un ingegnere costa dal 30 al 50% in meno rispetto alla Germania), perché i tempi dell’insediamento sono certi (un’area viene assegnata tra i 30 e i 90 giorni), perché l’ottimo stato delle relazioni sindacali assicura grande tranquillità all’impresa. E perché esiste una disponibilità crescente di professionalità e di tecnologie avanzate.

"Il governo regionale - ha detto Martini nel suo intervento - è interessato a investimenti stranieri per rafforzare l’internazionalizzazione della nostra economia. La Toscana oggi è una grande regione esportatrice: noi vorremmo anche ospitare aziende di qualità con forte management e radicamento internazionale". Ma per il presidente della Toscana gli investimenti non sono tutti uguali: "Siamo fautori - ha detto ancora - di uno sviluppo dinamico, ma economicamente e socialmente sostenibile. Non siamo disposti a lacerare un tessuto sociale e un patrimonio paesaggistico, che sono per noi fattore di sviluppo economico e produttivo". (Inform)


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