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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2002

Dino Nardi (CGIE): a quando la completa applicazione della legge di riforma dei patronati?

ZURIGO - Dopo un lunghissimo dibattito e sul finire della scorsa legislatura, il precedente parlamento approvò la legge di riforma dei patronati (legge n. 152 del 30 marzo 2001), tanto attesa dai lavoratori sia in Italia che all’estero, ma anche dalle stesse organizzazioni di patronato. Da allora, ed è trascorso ormai oltre un anno e mezzo, la nuova legge ha trovato solo parziale applicazione perché da parte del governo non vengono emanati gli indispensabili Regolamenti applicativi. Nel frattempo il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, ed in particolare la Commissione sicurezza e tutela sociale, facendosi anche interprete delle continue pressioni e sollecitazioni dei Comites e di molti rappresentanti della stessa rete diplomatico-consolare italiana, non ha perduto occasione per sollecitare il governo a rendere efficace la norma in modo completo, secondo la volontà del legislatore. Infatti da parte di tutti i soggetti interessati si attende di poter stipulare, al più presto, le convenzioni previste dalla nuova normativa (art.10, comma 1, lettera b): quantomeno quella tra i patronati operanti all’estero ed il Ministero degli Affari Esteri. Una convenzione che permetterebbe alla rete diplomatico-consolare italiana, perennemente in sofferenza di sedi, uomini e mezzi, di demandare ai patronati tutti quei servizi richiesti dai cittadini italiani all’estero e non rigidamente vincolati ad essere erogati da organismi statali. Servizi che, oggi, i consolati italiani fanno fatica a garantire agli emigrati, anche per l’attività che devono dedicare alla messa in ordine delle anagrafi consolari. Un lavoro, quest’ultimo, gravoso e, tra l’altro, urgente onde permettere l’organizzazione del voto all’estero per corrispondenza, la cui scadenza si avvicina velocemente e che sarebbe, addirittura, già alle porte laddove si dovessero rinnovare i Comites con la legge di riforma proposta dal CGIE, o si dovesse votare improvvisamente per un referendum.

Anche in un convegno organizzato a Colonia dall’Ital-Uil della Germania, in occasione del 50° del patronato Ital, in diversi ed autorevoli interventi è stata ribadita l’urgenza dell’emanazione dei Regolamenti applicativi della legge di riforma dei patronati. Peraltro, in quell’occasione, ha lasciato tutti perplessi la notizia, appresa dall’intervento del vice presidente nazionale dell’Ital, Luigi Gatti, che, in un recente incontro tra i patronati del CE.PA. e la Direzione Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da parte del Ministero non sia stata fornita alcuna assicurazione di una loro imminente emanazione.

Non vorremmo che dietro l’incompleta attuazione della legge di riforma dei patronati vi fossero non solo i ricorrenti problemi di carattere burocratico bensì altre motivazioni a noi sconosciute. In ogni caso il ritardo è estremamente grave perché impedisce una maggiore protezione e la possibilità di fornire migliori servizi a tutti i lavoratori in Italia ed all’estero.

Proprio per l’importanza che riveste per gli emigrati, il problema è stato messo all’ordine del giorno della prossima assemblea plenaria di dicembre del CGIE. Quella sarà pertanto l’occasione per sollecitare di nuovo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a dar seguito, una volta per tutte, alla piena attuazione della legge di riforma dei patronati. (Dino Nardi*-Inform)

* Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Presidente Ital-Uil Svizzera


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