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INFORM - N. 223 - 22 novembre 2002

Il messaggio di Tremaglia per la Giornata Nazionale delle Migrazioni

ROMA – Nel giorno in cui la Chiesa Italiana celebra la Giornata Nazionale delle Migrazioni, come Ministro per gli Italiani nel mondo desidero ardentemente far giungere i sentimenti di viva partecipazione a un’iniziativa che ha l’indiscusso merito di rilanciare, insieme all’attenzione verso le problematiche dell’emigrazione, l’irrinunciabile messaggio dei valori della solidarietà e dell’accoglienza. L’Italia è un Paese che, per lunghi anni, ha sofferto sulla propria pelle la dolorosa realtà del distacco di tanti suoi figli, costretti a lasciare la terra d’origine in cerca altrove di un’esistenza più prospera. Così Mirko Tremaglia nel messaggio inviato al Direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Luigi Petris, in occasione della recente Giornata Nazionale delle Migrazioni.

Si tratta, in verità - prosegue Tremaglia -, di una ferita ancora sanguinante, la cui sofferenza è solo in parte lenita dalla consapevolezza di quanto - spesso, purtroppo, anche a prezzo del proprio sangue - gli Italiani all’estero hanno saputo realizzare, conquistandosi ovunque affetto e stima.

In lunghi anni di impegno politico, e oggi nella mia veste di Ministro per gli Italiani nel mondo, ho sempre cercato di far giungere all’Italia ufficiale e politica lo straordinario messaggio d’amore che viene dalle comunità italiane all’estero, mai dimentiche dei loro solidi legami con la terra d’origine lontana. Un messaggio, purtroppo, spesso inascoltato, quando non addirittura negletto, ma che nulla ha perso della sua freschezza e fecondità. Di più: un messaggio attualissimo, proprio nel momento in cui l’Italia si trova a sua volta chiamata, per dinamiche economiche di tutta evidenza, a non chiudersi in un meschino egoismo e ad offrire ospitalità a tanti disperati che bussano alla sua porta.

Già tempo fa, alla Conferenza di Bucarest dell’Unione Interparlamentare, mi feci portavoce della proposta di un piano trentennale d’investimenti a favore del Nord Africa, per frenare l’immigrazione selvaggia. L’opzione fu accolta, allora, da più di 100 Paesi, che compresero l’inderogabile urgenza di scelte concrete coerenti e coraggiose. Da allora la mia posizione, anche all’interno del Governo, è sempre stata chiara: l’accoglienza è un fatto di umanità e di civiltà. L’Italia, forte del suo patrimonio di valori culturali e spirituali, non può sottrarvisi, se non pagando il caro prezzo di un ancor più scellerato gesto di barbarie verso popolazioni che, come i nostri connazionali nel secolo scorso, soffrono sulla loro pelle situazioni terribilmente dolorose.

Faccio mie, quindi, le parole del Messaggio per la Giornata inviato a tutte le diocesi della Commissione Episcopale per le Migrazioni, nel quale si invoca un’accoglienza "generosa e gratuita, benefica ed edificante", soprattutto "doverosa verso i più deboli". Auspico che questa Giornata - conclude Tremaglia - possa rinvigorire la sensibilità, non soltanto dei cattolici, verso i temi dell’emigrazione e accendere i riflettori, lontano da sterili polemiche, su una realtà troppo spesso poco conosciuta. (Inform)


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