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INFORM - N. 222 - 21 novembre 2002

Dedicato al priore di Barbiana un convegno delle Acli a Verona

Settecento parole: 35 anni dopo Don Milani. L’educazione nel tempo della globalizzazione

ROMA - Le Acli dedicheranno alla figura di Don Milani un convegno che si terrà a Verona, presso la Fiera, alle ore 10 di sabato 23 novembre nell’ambito della XII edizione di "Job-Orienta", la mostra-convegno dedicata ai giovani sui temi della scuola, della formazione e del lavoro.

Obiettivo del convegno - che sarà introdotto dal presidente nazionale delle Acli Luigi Bobba ed al quale interverranno il ministro per i rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, Giorgio Pecorini, Brunella Toscani e don Luigi Ciotti - è quello di riproporre l’esperienza del priore di Barbiana e il suo impegno per una formazione come "antidoto" alle nuove disuguaglianze legate alle disparità di accesso ai nuovi saperi richiesti dalla società post-industriale e globalizzata.

Ma le "700 parole" che Don Milani indicava come "ingiusta differenza" tra le mille parole conosciute dal giovane ricco e le 300 conosciute dal giovane povero, oggi non bastano più. La frattura che divide la cultura egemone (il nord) da quelle minoritarie (il sud del mondo) è dovuta al gap tecnologico dei "700 mezzi d’informazione", che rischia di allargare sempre più il fossato tra chi ha opportunità informative, formative e di lavoro e chi purtroppo, non per sua colpa, non le ha.

E questa una delle sfide che la formazione e la scuola hanno oggi di fronte: facilitare l’accesso e l’utilizzo a tutti i ragazzi - ma non solo - delle nuove tecnologie che vanno concepite come strumenti formativi e di crescita culturale.

Le Acli ritengono che questo tema sia centrale per il futuro dei giovani. Il lavoro nella società post-industriale e globalizzata richiede infatti saperi e tecnologie sempre aggiornate. L’accesso ai linguaggi e alle conoscenze continuamente nuove attraverso una formazione adeguata e continua costituisce oggi una garanzia per poter aspirare realisticamente domani all’accesso all’occupazione.

La formazione é perciò la vera tutela contro le nuove disuguaglianze, che sono prima di tutto di tipo educativo e poi anche sociali, nel momento in cui provocano l’esclusione dal mercato del lavoro.

E le disuguaglianze sono dovute alla negazione dei diritti fondamentali che dovrebbero essere riconosciuti a tutti, senza alcuna discriminazione.

Tra i diritti calpestati nel mondo globalizzato vi è quello all'istruzione. Ci sono oggi 885 milioni di adulti analfabeti; 128 milioni di bambini in età scolare non hanno una scuola da frequentare; ben 43 paesi sono privi di un sistema educativo; nella gran parte dei paesi islamici l'istruzione e' preclusa alle ragazze; 78 milioni di bambini subiscono ancora la piaga indegna del lavoro minorile.

Un problema grave per l’Italia è quello dell’evasione scolastica che dimostra l’incapacità della scuola di educare e - come ammonisce Don Milani - di "non perdere i giovani".

Se Don Milani nascesse oggi darebbe alle celebri denuncie di "Lettera a una professoressa" un orizzonte mondiale. E la sua Barbiana diventerebbe una metafora del mondo. (Inform)


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