* INFORM *

INFORM - N. 222 - 21 novembre 2002

Al convegno "Resistenza e Liberazione" Tremaglia parla di pacificazione e viene applaudito

ROMA - Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel mondo, ha partecipato al convegno "Resistenza e Liberazione" svoltosi presso il Centro Congressi della Provincia di Roma per iniziativa dell’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione e organizzata dal senatore generale Luigi Poli, del Comitato nazionale. Al convegno hanno partecipato docenti universitari, generali e una Medaglia d’Oro al valor militare. Tremaglia, che è stato molto applaudito, ha ricordato la sua partecipazione alla Repubblica Sociale Italiana, ha rivendicato la sua storia di volontario "che non deve mai essere strumentalizzato dalla politica". Ha sottolineato il valore della battaglia per la pacificazione iniziata dal Msi. Ha reso poi omaggio ai Caduti di ogni parte, ricordando come le onoranze ai Caduti della Rsi sono previste anche dalla legge n. 204/1951 della Repubblica Italiana.

Ha letto, a tal proposito, un brano di Cesare Pavese tratto dal libro di Giampaolo Pansa "I figli dell’aquila". Ha sottolineato inoltre come i combattenti della Rsi siano stati riconosciuti belligeranti da una sentenza del Tribunale Supremo Militare della Repubblica nel 1954. Ha parlato anche di Cefalonia, dove il Capo dello Stato ha ricordato i nostri soldati "trucidati", "rimasti senza ordini e colpevolmente abbandonati". "Così - ha detto Tremaglia - è avvenuto per il popolo italiano da Roma in su e per l’esercito, senza ordini e colpevolmente abbandonato". E quindi ha definito la Rsi "repubblica necessaria", con riferimento al telegramma che Hitler inviò a Mussolini, citato da Renzo De Felice in "Rosso e Nero", intimandogli di "diventare capo della Repubblica Sociale, altrimenti mi comporterò come in Polonia".

Tremaglia ha quindi parlato di El Alamein: "Quella della Patria - ha detto - non è mai una causa sbagliata". Ha parlato delle foibe, delle stragi di Oderzo, Schio, Vercelli, Roveta, del triangolo della morte, tutti fatti drammatici avvenuti dopo la fine della guerra. E ha chiesto "una vera e autentica pacificazione tra gli italiani". (Inform)


Vai a: