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INFORM - N. 221 - 20 novembre 2002

Commento al vetriolo di Giovanni Zuccarello (CGIE/Comites Los Angeles) sul reportage dagli USA dell'on. Gianni Pittella

LOS ANGELES - Ho letto con molta attenzione il compitino che l'on. Pittella ha scritto e diffuso Urbi et Orbi al suo rientro dal viaggio in USA, un viaggio che ha atteso per compierlo oltre 44 anni.

Peccato, è stata per lui una occasione perduta per allargare il suo orizzonte culturale e di esperienze. Ha capito poco dell'America. Forse, preciserei, non ha capito un tubo. Ciò non per mancanza di materia grigia, bensì perché partito con il preconcetto culturale di antiamericanismo derivante dalla sua estrazione politica malcelata sotto la verniciata che lui ed altri della medesima estrazione si sono dati per essere più accettabili. Basta grattare un pochino e il colore originario viene fuori: è indelebile.

L'America è un grande Paese, non solo per la sua estensione geografica ( tre fusi orari ), ma anche per la sua multiforme struttura etnica, culturale, economica, tradizionale, religiosa. Avere visitato Manhattan, accompagnato da due portaborse che gli facevano vedere e sentire quello che intuivano gli faceva piacere vedere e sentire e che gli era stato inculcato dalla giovinezza, e poi esprimere giudizi estesi a tutta l'America, è puerile, non va a suo merito ed è forse offensivo per chi ha visitato e conosciuto gli USA con una mentalità aperta.

L'America è anche Manhattan, ma non solo. L'America è il West, la California, il Texas, la Florida, il Midwest, il profondo sud, le Hawaii, l'Alaska: Stati con realtà culturali, etniche, sociali diverse.

Le storielle poi e le macchie di colore con le quali lon. Pittella cerca di illustrare il suo scritto non sono vere e mirano a mostrare falsamente una società solo dedita la danaro dimenticando che il pro capite per la beneficenza in USA è uno dei più alti nel mondo. Il portiere di albergo che gli chiede il passaporto e la carta di credito è un esempio bambinesco, da fare credere solo agli sprovveduti. Chiunque è stato in USA sa che il passaporto o altro documento di identificazione non viene chiesto in albergo o in alcuna altra occasione, anche dalla Polizia, a meno che non si sia in presenza o in sospetto di una infrazione. Non esiste il "mi faccia vedere i documenti ". La carta di credito sì, viene chiesta, ma non è obbligatorio rilasciarla. E l'albergo lo fa per comodità del cliente che può così avere accesso a tutti i servizi e anche allo shopping dando solo il numero della camera.

E poi la storiella del mancato ricovero di emergenza di un malato per assenza del certificato di assicurazione medica, ricalca la ridicolaggine della propaganda bolscevico-comunista.dei tempi passati. E' una denigrazione da quattro soldi.

Gli indigenti - si badi che in California si qualificano tali quelli che hanno un reddito inferiore a 19.000 dollari annui - hanno assistenza medica e ospedaliera gratuita. I cittadini al disopra dei 65 anni, con qualsiasi reddito, hanno lo stesso diritto all' assistenza gratuita con qualsiasi medico o ospedale. Nei casi di emergenza il servizio viene immediatamente dato per poi regolarizzare la posizione economica successivamente. Il fatto raccontato da Pittella è una fanfaluca. Chi non appartiene agli indigenti o agli anziani, ma alla fascia intermedia, è vero, in mancanza di una copertura assicurativa deve pagarsi le spese medica di tasca propria. Questo si traduce in minori trattenute sulla busta paga. Si responsibizza il cittadino. Lo Stato non fa da tutore. E' un atteggiamento molto discusso e non è escluso che venga modificato.

Onorevole torni in USA, ma questa volta senza i paraocchi rossi, con la mente sgombra da pregiudizi che con l'aspetto bonario e condiscendente del suo scritto cerca, in realtà, di avvalorare. (Giovanni Zuccarello, Consigliere CGIE e Presidente Comites Los Angeles)

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