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INFORM - N. 219 - 18 novembre 2002

L'Impressionismo e l'età di Van Gogh. Treviso ospita una mostra d’interesse mondiale

TREVISO - Dopo il grande successo della mostra di Monet, è ora la volta di Van Gogh, figura di spicco che ha "raccontato" e concluso alla grande la leggendaria stagione di quel movimento rivoluzionario che ha segnato l'arte moderna e che si chiama Impressionismo. Ma non è finita, una volta esaurito questo filone, "Treviso diventerà la sede di un Istituto di ricerca tutto dedicato all'Impressionismo, perché questa esperienza non può andare dispersa e penso sia giunto il momento di raccogliere le parti più rilevanti dei cinque cataloghi in un'unica monografia: l'acqua ferma è acqua malata, quella che corre è viva e guarda avanti".

Questo è quanto annunciato, in un'atmosfera che sprizzava emozione palpabile, dallo stesso presidente di Fondazione Cassamarca Dino De Poli (ispiratore e patron dell'evento affidato all'alta professionalità del curatore Marco Goldin) al comitato scientifico internazionale e agli ospiti provenienti da cinque continenti nell'incontro ufficiale tenuto nella appena restaurata ex chiesa di Santa Croce. Un contenitore solenne e atto all'occasione, che sorge nel cuore del quartiere latino e delle università, complesso spettacolare e splendente che, avvolto dal gioco di luci della serata incipiente, appariva radioso di luce e di vitalità, tanto da generare l'incanto di un trionfo del … sapere. Da subito, la grande affluenza di invitati dava la misura della portata dell'avvenimento. Ma non era ancora stato tagliato il nastro che negli ambienti espositivi di Cà dei Carraresi già si pensava al dopo.

E la visita alla mostra è stata un susseguirsi di sensazioni intime e indescrivibili. Le opere esposte constano di 161 capolavori, di cui 45 sono di Van Gogh. La rassegna offre il meglio del meglio e raccoglie opere anche di altri grandi interpreti del movimento artistico di fine ottocento: con esplosione di colori, paesaggi struggenti, volti e sguardi che trasudano sentimenti e fanno venire i brividi, effetti e suggestioni di somma espressione artistica ed impatto emotivo, particolari e situazioni indimenticabili.

La mobilitazione dei mass-media nazionali e a gittata mondiale ha sottolineato la portata dell'avvenimento. "E' un'occasione permanente di elevazione della cultura della città e oltre", abbiamo sentito ribadire da De Poli da uno dei tanti schermi in cui è apparso.

Infatti, scrive Piero Ruo sul Gazzettino, "è questo il segno di una città che è cresciuta molto sul fronte della cultura… Quanto basta per creare un pizzico di invidia, ma confermare al "presidentissimo" la convinzione di aver visto giusto… Marca gioiosa, quindi, per riprendere un concetto banale forse, ma molto vero e proprio per questo terra più ricca di talenti… Come un grande laboratorio di idee e di voglia di fare destinato a contagiare un po' tutti". Non è da meno Paolo Rizzi che nella parte generale dello stesso giornale, in un servizio a quattro facciate, così scrive: "Treviso si pone tra i maggiori centri espositivi europei per l'arte moderna. E' un traguardo che viene raggiunto per merito di una programmazione oculata e ad ampio respiro, specie se si pensa che, contrariamente a ben altre maggiori città, non è in grado di offrire ai prestatori di opere i consueti reciproci scambi…".

La mostra rimarrà aperta fino al 30 marzo 2002. Ed è prevista la presenza record di non meno di mezzo milione di visitatori. La critica internazionale parla anche di evento nell'evento, di opere d'arte di incalcolabile valore "stanate" da insigni musei di tutto il mondo, di manifestazione dei record mai realizzata in Italia. Certamente si tratta di un patrimonio culturale solitamente di élite e riservato a pochi, che grazie a questa iniziativa diventa "patrimonio dell'umanità" in quanto preziose e rare conoscenza vengono poste alla visione di amanti dell'arte e pensionati, vip e gente comune, artisti e persone del popolo, intellettuali e meno istruiti, soprattutto studenti e scolaresche. E con un sincero senso di riconoscenza e ammirazione nei confronti di chi ha messo a disposizione di tutti questa meravigliosa e unica occasione di Cultura con la C maiuscola, ci coglie anche una punta di orgoglio per questa Treviso diventata "capitale" mondiale di una mostra così esclusiva e importante… Grazie!. Comunque e fortemente grazie! (Riccardo Masini*-Inform)

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* Vice Presidente dell'Associazione Trevisani nel Mondo


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