* INFORM *

INFORM - N. 219 - 18 novembre 2002

Solo in danaro gli aiuti all’Argentina? Perplessità dell’Assessore Veneto Zanon che esprime dubbi sull’efficacia dell’Unità tecnica di crisi

VENEZIA - Preoccupazione e perplessità per l'effettiva capacità operativa dell’unità di crisi tecnica per l’Argentina, insediatasi recentemente e voluta dal Ministro Tremaglia per dare efficacia alle azioni promosse in Italia a favore dei nostri connazionali che lì vivono. Questi i sentimenti espressi dall'Assessore veneto ai flussi migratori Raffaele Zanon, dopo l'incontro avuto a Buenos Aires - città nella quale l'esponente del governo veneto si è recato in missione per verificare la situazione dei nostri connazionali e coordinare iniziative d'aiuto - con i vertici dell'Ambasciata e del Consolato generale d’Italia.

Per organizzare al meglio un canale di solidarietà, Zanon, dopo aver partecipato al Meeting dei Giovani Oriundi Veneti svoltosi a San Paolo (Brasile) negli scorsi giorni, si è incontrato nella capitale argentina con i rappresentanti del CAVA (il Comitato Associazioni Venete d’Argentina, presieduto da Riccardo Merlo), della Caritas, dei patronati di assistenza e con l’ambasciatore italiano.

E proprio da quest’ultimo incontro sono venute, secondo Zanon, alcune note dolenti. Le offerte di aiuto e i progetti di intervento a favore degli italo-argentini sono state accolte, infatti, con una certa freddezza. "Mi aspettavo di trovare presso l’Ambasciata e il Consolato attenzione e collaborazione - ha commentato Zanon - e invece siamo stati scoraggiati ad inviare, com’era nei nostri propositi, beni di prima necessità, come medicinali, alimenti e abbigliamento".

L’Ambasciatore italiano Roberto Nigido ha sostenuto, infatti, che sono troppo complicate e lente le procedure burocratiche di invio e sdoganamento dei materiali provenienti dall’Italia e che pertanto è preferibile inviare risorse in danaro. "Questo noi lo facciamo già, partecipando al fondo promosso dalle Regioni - ha sottolineato Zanon - ma non lo riteniamo sufficiente ad affrontare una situazione così difficile. Inoltre, vogliamo certezze che le risorse, siano esse beni materiali o danaro, raggiungano davvero le persone che più hanno bisogno".

L’esponente del governo veneto in precedenza aveva incontrato don Carlos Accaputo, vice direttore della Caritas Argentina, le responsabili dei principali patronati italiani di assistenza agli emigrati di Buenos Aires, due medici di origine italiana che operano nella capitale sudamericana, Francisco Grosso e Mario Frizzera, e il sindaco di Matanza, il più popolato e uno dei comuni più poveri della cintura urbana di Buenos Aires: "Tutti, indistintamente, mi hanno confermato l’importanza e l’utilità di un sostegno concreto, nei modi in cui noi siamo intenzionati a fornirlo - spiega Zanon - e questo rafforza il nostro impegno ad utilizzare la collaborazione di quelle entità organizzative del volontariato e non, compresa la Croce Rossa, che operano direttamente in questi contesti di povertà ed emarginazione a contatto, cioè, con quelle persone i cui casi difficilmente possono essere conosciuti da chi lavora in un ufficio dell’Ambasciata o del Consolato".

"In ogni caso - ha concluso l’Assessore veneto - mi premurerò di relazionare al più presto al Ministro Mirko Tremaglia sulla situazione in atto, esternandogli tutta la mia preoccupazione sulla capacità dell’unità tecnica di crisi di svolgere realmente un’azione incisiva di coordinamento degli aiuti italiani in Argentina". (Inform)


Vai a: