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INFORM - N. 218 - 15 novembre 2002

Narducci (CGIE): intesa sul pensionamento a 60 anni per gli edili in Svizzera

ZURIGO - I lavoratori edili - tra i quali numerosissimi sono gli italiani - dovranno attendere ancora sei mesi, ma la dura contesa che ha caratterizzato l’intero settore nella seconda parte del 2002 è stata archiviata con l’accordo sottoscritto martedì 12 novembre scorso. La Società Svizzera degli Impresari Costruttori e i sindacati SYNA e SEI hanno infatti trovato l’intesa inseguita da settimane ed hanno messo il sigillo sul cosiddetto pensionamento flessibile, che consente ai lavoratori edili di interrompere l’attività professionale e di pensionarsi a 60 anni.

Dovranno attendere sei mesi perché l’avvio del pensionamento anticipato scatterà il 1° luglio anziché il 1° gennaio 2003 come previsto nell’accordo che i contraenti avevano raggiunto il 25 marzo di quest’anno, rinnegato poi dagli impresari edili. Dopo settimane di trattative negoziali, di proteste dure sui cantieri e, infine, dopo lo sciopero nazionale del 4 novembre, hanno vinto le ragioni dei lavoratori edili, portate avanti con veemenza dai sindacati.

Spente le luci sulla grande disputa, resta il segnale forte che sindacati e lavoratori hanno trasmesso al paese: la dimostrazione che c’è volontà di lottare sui temi del lavoro e della giustizia sociale, e che è possibile percorrere strade innovative per ridare vigore ad un’economia congelata dalla crisi economica mondiale, ma anche dai numerosi scandali che hanno sconvolto il mondo finanziario ed imprenditoriale svizzero. Una cartina di tornasole attendibile al riguardo è rappresentata dai risparmiatori che in numero elevato – oltre 200 mila nell’arco di un anno – sono letteralmente fuggiti dagli investimenti in borsa.

Nell’ultima, stringente tornata negoziale il buon senso è prevalso sulla durezza dello scontro. E non sono mancate le concessioni, anche da parte sindacale, per siglare l’accordo che in linea di massima fissa quanto segue:

L’accordo ha sancito anche la vittoria del partenariato sociale in generale, poiché tra il 4 e il 12 novembre ha recuperato valore e significato la lealtà contrattuale. È evidente, infatti, che senza etica e senza la disponibilità di adempiere i contratti negoziati e sottoscritti, anche le più grandi opere contrattuali non hanno nessun valore. (Franco Narducci*-Inform)

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* Segretario Generale del CGIE


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