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INFORM - N. 218 - 15 novembre 2002

Convegno sull'immagine e l'identità degli italiani nel contesto internazionale. Gli interventi di Tremaglia, Baccini, Boniver, Magliaro e Moffa

ROMA - Per capire come venga percepita l'Italia nel mondo e per definire qual è la reale identità degli italiani si è svolto a Roma, presso il centro stampa del Giubileo, il convegno dal titolo "Immagine e Identità degli italiani". Un incontro di ampio respiro, organizzato dalla Provincia di Roma con il patrocinio del Ministero degli Esteri ed in collaborazione con il Centro Studi Stampa Romana Francesco De Santis, che, attraverso la testimonianza di esperti stranieri, storici, politici, uomini di cultura e giornalisti, ha cercato di ricostruire sia l'attuale immagine dell'Italia all'estero, sia le reale percezione che gli italiani hanno della propria identità.

Momento saliente della manifestazione la presentazione del libro bianco "Come ci vedono gli stranieri". Un'articolata pubblicazione, fortemente voluta e realizzata dal Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini e dal Segretario generale del Centro Studi Stampa Romana Arturo Diaconale, che cerca di delineare, attraverso le risposte ed i dati forniti dai singoli Istituti di Cultura, l'immagine e l'identità degli italiani nel mondo. "Abbiamo voluto portare avanti questa iniziativa - ha infatti sottolineato Baccini dopo aver ricordato che l'obiettivo principale del libro rimane il superamento degli ostacoli strutturali che da sempre impediscono sia la promozione della cultura italiana all'estero, sia la piena utilizzazione della nostra rete culturale nel mondo - per capire come siamo visti all'estero. Da questo progetto è emerso come a tutt'oggi gli stranieri abbiano un'opinione su di noi di gran lunga superiore alla nostra. In questo contesto - ha proseguito il Sottosegretario dopo aver auspicato un rilancio a livello mondiale, nazionale e locale della nostra proiezione culturale attraverso un intenso dialogo tra i popoli ed un migliore coordinamento tra la nostra politica e quella dei Paesi interessati - bisogna inoltre rafforzare gli Istituti di Cultura ribadendo la loro autonomia e trasformandoli in veri e propri Uffici amministrativi per gli Affari Esteri".

Dopo il conciso intervento del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, volto a sottolineare pieno apprezzamento per la nomina al vertice della Farnesina di Franco Frattini e la necessità di superare al più presto i tanti luoghi comuni che ancora oggi sminuiscono l'immagine internazionale del nostro Paese, il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha ribadito con forza che dopo la storica vittoria del voto gli italiani all'estero non devono essere più discriminati nella fruizione dei diritti. Dopo aver sottolineato la necessità e l'urgenza di adeguare, passando da 4 a 10 miliardi di lire, i contributi in favore dei media italiani nel mondo, il Ministro si è tuffato nell'attualità politica auspicando un rapido e definitivo via libera all'ordine del giorno sulla Finanziaria, già approvato dalla Camera, che prevede anche per i nostri connazionali all'estero l'innalzamento della pensione minima a 516 euro. "Una pretesa irrinunciabile", cosi la definisce Tremaglia, che, se non venisse accolta dal Senato, potrebbe aprire una seria frattura. "Ho fiducia che il Governo comprenda l’urgenza di una situazione che sta diventando drammatica. Ed in questo senso debbo valutare anche sul piano personale le mie responsabilità", aveva già dichiarato Tremaglia nei giorni scorsi.

Dal Presidente della Provincia di Roma Silvano Moffa, uno dei promotori del convegno, è stata invece posta in evidenza la specificità dell'identità italiana che, nell'era della globalizzazione, tende a coincidere con il recupero e la tutela delle nostre tradizioni storiche, dell'architettura e dell'arte italiana. "Quello che manca - secondo Moffa - è una fattiva saldatura tra la politica e la cultura italiana che consenta di trasferire le risorse del nostro paese in un elemento fortemente identitario". Una necessità, la proiezione del "sistema Italia" nel contesto internazionale, che è stata ribadita anche dal Direttore di Rai International Massimo Magliaro. Dopo aver ricordato le grandi opportunità comunicative offerte dalla globalizzazione e l'esiguità dei fondi messi a disposizione della struttura Rai per la produzione di programmi radio e televisivi (in questo contesto i finanziamenti annui di Rai International non superano i 20 miliardi di lire mentre gli investimenti della BBS si attestano intorno ai 1000 miliardi), Magliaro ha sottolineato come a tutt'oggi sia quanto mai necessaria, per far conoscere nel mondo i modelli di vita, le potenzialità tecnologiche e le prerogative culturali italiane, la creazione di uno specifico "braccio informativo" che promuova all'estero il "buon vivere" del nostro Paese. Un modello vincente che si riflette positivamente anche sulla diffusione della lingua italiana nel mondo. A tutt'oggi infatti il nostro linguaggio viene studiato ed apprezzato dalle nuove generazioni italiane e straniere sia per motivazioni culturali - l'italiano è la lingua dell'eccellenza artistica - sia, nei Paesi d'accoglienza che attraversano gravi crisi economiche, per motivi pratici strettamente connessi all'elevazione sociale ed alla ricerca del lavoro. In questo contesto internazionale - caratterizzato anche dalla riforma della rete diplomatica italiana che porterà all'adozione di nuovi criteri manageriali per la promozione della nostra cultura - Rai International, sempre secondo Massimo Magliaro, dovrà compiere un vero e proprio salto di qualità. Una profonda trasformazione che, senza dimenticare gli italiani all'estero, porti alla creazione di uno specifico canale internazionale, atto a diffondere la televisione italiana in tutto il mondo.

Ma la comunicazione italiana all'estero non si esaurisce nell'azione di Rai International. Sono infatti circa 800 i quotidiani ed i periodici in lingua italiana che irradiano, insieme alle mille radio e televisioni che operano nei più lontani Paesi d'accoglienza, la nostra cultura nel mondo. Un mondo di micromedia - al momento manca però un attendibile censimento sulla reale portata del fenomeno - che secondo il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca non deve essere dimenticato. "Così com'è stato ingiusto che in passato siano state dimenticate le nostre comunità all'estero- ha infatti sottolineato Del Boca dopo aver auspicato la nascita in ogni Paese d'accoglienza di specifiche associazioni per i giornalisti italiani residenti -, oggi sarebbe altrettanto sbagliato che i giornalisti italiani dimenticassero i tanti colleghi che operano nel mondo". Per quanto concerne invece la diffusione della cultura italiana all'estero dal Presidente della Dante Alighieri Bruno Bottai è stato ricordato come a tutt'oggi, nonostante la "nave" della lingua italiana stia viaggiando nel mondo con ottimi risultati ad a vele spiegate, siano quanto mai necessari nuovi apporti professionali e finanziari per evitare che il "natante", privo di motori supplementari, finisca per andare alla deriva.

Di tutt'altra natura l'intervento del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno che ha in primo luogo espresso apprezzamento per il messaggio del Santo Padre alle Camere, nel quale si riconosce l'importanza delle radici del nostro popolo e, allo stesso tempo, la sua propensione verso valori universali. Principi importanti, su cui si fonda la nostra identità nazionale e cattolica, che, secondo il Ministro, porteranno l'Italia ad affrontare con serietà i rischi di omologazione e di utilitarismo connessi alla globalizzazione. "L'agricoltura - ha proseguito Alemanno ricordando la necessità di proteggere i prodotti italiani di origine controllata dall'avvento dei cibi transgenici - è portatrice di servizi, valori e di identità che non si riducono alla semplice produzione di merci. Tutto questo vale soprattutto per l'Italia che in campo internazionale ricopre, per quanto concerne il settore agroalimentare ed enogastronomico, posizioni di assoluto rilievo" . Alemanno, dopo aver sottolineato come a tutt'oggi solo il 20% dei ristoranti e delle merci nel mondo che si rifanno alle nostre tradizioni alimentari siano in realtà veramente italiani, ha annunciato per la giornata del 3 dicembre la presentazione al Capo dello Stato del marchio dei ristoranti italiani nel mondo. La certificazione di qualità verrà data solo agli esercizi che, anche attraverso la rete telematica, acquisteranno un determinato quantitativo di merce italiana e che seguiranno le regole della nostra scuola enogastronomica. Al convegno è intervenuto il giornalista della Rai Claudio Angelini che ha presentato alcuni spezzoni della trasmissione "Zoom". Un programma settimanale, prodotto direttamente negli Stati Uniti da Rai International, che propone - anche con l'ausilio dei sottotitoli - interviste ed inserti filmati sui grandi personaggi dell'emigrazione italiana del Nord America e sui problemi, i sogni e le aspettative delle nostre collettività. (Lorenzo Zita-Inform)


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