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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2002

RASSEGNA STAMPA

L'Opinione, 14 novembre 2002

Istituti di cultura: un progetto per il nuovo millennio, di Mario Baccini

Pubblichiamo uno stralcio del contributo del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini sul Libro Bianco dal titolo "Come ci vedono gli stranieri", presentato a Roma nel corso del convegno "Immagine e identità degli italiani".

Nel luglio 2001, nell’assumere le mie funzioni di sottosegretario agli Affari esteri e contemporaneamente quelle di presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, mi sono reso conto che una ricca e complessa realtà era condizionata e frenata da fattori strutturali che ne impedivano il pieno dispiegamento. Il mio obiettivo è stato, dunque, fin da allora, quello di rimuovere tali ostacoli per ottimizzare l’operatività della rete di promozione culturale italiana, composta in primo luogo dagli istituti italiani di cultura, ma alla quale partecipano attivamente le nostre ambasciate ed i consolati. E’ mia intenzione, inoltre, creare nuovi rapporti di sinergia tra azione diplomatica, promozione culturale e promozione economica, tutti aspetti complementari della complessiva azione di proiezione all’estero del nostro "Sistema Paese".

Ho elaborato perciò un sostanziale progetto di riforma della legge 401 del 1990 che regola il sistema della rete degli istituti di cultura, ma anche la Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, un organo importantissimo che, opportunamente rilanciato, può costituire un forum a garanzia del pluralismo delle politiche culturali e, al tempo stesso, la cabina di regia indispensabile per assicurare il coordinamento dell’azione degli istituti che si devono invece muovere in piena autonomia gestionale e di programmazione. Per giungere a tale progetto è stato necessario, mediante la collaborazione di istituzioni ed esperti, e in primo luogo quella della direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale del Ministero degli Esteri, studiare in dettaglio tanto gli aspetti teorici che quelli operativi del complesso sistema della promozione culturale e linguistica italiana.

Il presente libro bianco, che corona tale studio, intende fare il punto sulla situazione attuale. I contributi in esso raccolti illustrano i diversi aspetti di questa situazione e nei confronti della quale deve dispiegarsi un progetto politico e istituzionale di ampio respiro che si sostanzia in primo luogo nel disegno di legge da me formulato. Al centro del progetto, vi è la mia convinzione che la cosiddetta diplomazia culturale sia parte integrante della generale azione diplomatica e che essa non si trovi, come nel passato, in una posizione ancillare rispetto agli aspetti politici ed economici. Credo inoltre fermamente nel ruolo fondamentale della cultura e della lingua italiana non solo quale veicolo di promozione e valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale di cui l’Italia dispone, ma anche quale strumento di sostegno all’attività delle imprese, sia sul piano nazionale che internazionale. Il ruolo di primo piano che l’Italia svolge in ambito europeo e mondiale e la sua internazionalizzazione, cioè la piena integrazione del "Sistema Italia" nella dimensione globale politica, economica e sociale, impongono un’attenzione speciale alla proiezione estera della nostra cultura, il che significa sia ai suoi contenuti che alla sua immagine.

Fino ad un recente passato, infatti, i rapporti culturali internazionali erano visti soprattutto in termini di conoscenza delle altre culture, e di promozione della propria. La globalizzazione ha comportato una sempre più accentuata unificazione anche della dimensione culturale e, allo stesso tempo, la riaffermazione della propria identità culturale è divenuta per molti paesi un obiettivo primario. Questa capacità di trasmettere la propria cultura, nonché la propria immagine, è dunque un fattore portante nel processo di interazione globale. Occorre poi riaffermare un altro elemento centrale per la posizione dell’Italia in campo internazionale: la diffusione nel mondo della nostra civiltà deve anche sottolineare i legami di valori e di cultura che ci uniscono agli altri popoli, nella ricerca comune della pace e della prosperità.La promozione culturale all’estero assume, in sintesi, una valenza tripla: significa, in primo luogo, la diffusione del nostro patrimonio di cultura sia nelle espressioni nazionali che in quelle regionali e locali; in secondo luogo rappresenta un sostegno all’azione politica ed economica del Paese; in terzo luogo essa è strumento primario di dialogo tra i popoli, nel perseguimento di un’azione di pace e cooperazione internazionale.

Non a caso ho inteso promuovere tre diverse giornate di studio legate a questi temi, rispettivamente dedicate a "Cultura e impresa", "Cultura e occupazione" e "Cultura e solidarietà". A queste spinte se ne aggiunge un’altra di non minore importanza, che riguarda le comunità degli italiani residenti all’estero. La nostra promozione culturale ha da sempre dedicato un’attenzione particolare alle grandi comunità degli italiani nel mondo ed ai loro discendenti che costituiscono una parte viva della nostra nazione. Le istituzioni culturali italiane mantengono con loro un rapporto privilegiato, contribuendo in modo determinante a mantenere stretto il legame che li unisce al Paese. Il progetto di riforma della legge 401 coglie le istanze di rilancio di questo rapporto, che già hanno trovato espressione recente nella provvedimento legislativo che riconosce ai nostri connazionali residenti all’estero il diritto di voto, attivo e passivo, garantendone così la piena rappresentatività nelle massime istituzioni della Repubblica. Il progetto da me sostenuto intende rivitalizzare il rapporto tra gli italiani nel mondo e le nostre istituzioni culturali sia in patria che all’estero, in modo tale che essi possano portare il loro contributo anche alla vita culturale oltre che a quella civile e politica.

Di fronte a prospettive così ampie e a compiti così ambiziosi occorre senz’altro rivedere la legge 22 Dicembre 1990 n° 401 "Riforma degli Istituti di cultura e interventi per la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero". Essa, pur avendo indubbiamente costituito un fondamentale e positivo momento di rinnovamento e di sistemazione dei problemi strutturali inerenti alle tematiche della promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, non è riuscita a prevedere alcune contraddizioni funzionali e difficoltà operative che si sono evidenziate nel corso della sua applicazione. Si tratta oggi di migliorare e potenziare tale strumento legislativo, e contemporaneamente di aumentare le risorse umane e finanziare destinate alla promozione culturale. Gli interventi auspicati vanno dunque in due direzioni. La prima è quella dell’assetto organizzativo ed istituzionale, la seconda è quella delle strategie operative. Per quanto concerne l’aspetto organizzativo, l’obiettivo principale è il rafforzamento degli Istituti italiani di cultura, che rimangono il fulcro della promozione linguistica e culturale italiana nel mondo.

Alla luce infatti dell’esperienza di molti decenni di attività e attraverso lo studio dei modelli adottati da altri paesi, il ruolo degli Istituti risulta insostituibile. Essi infatti rappresentano l’unica presenza istituzionale in grado di agire come punto di raccolta delle istanze provenienti dalle realtà locali dai vari paesi, estremamente diversificate tra loro e che richiedono risposte altrettanto diversificate pur nell’ambito di una strategia unitaria. Viene, pertanto, ribadita la loro autonomia e definito il loro ruolo in quanto uffici dell’Amministrazione degli Affari esteri. Ciò per contemperare le importanti esigenze di coordinamento con la duttilità che ciascuna realtà operativa necessita. In secondo luogo, è prevista il potenziamento delle figure dei cosiddetti "chiara fama", cioè di quegli illustri personaggi del mondo della cultura chiamati a svolgere all’estero importanti funzioni nel quadro della promozione culturale. Allo stesso tempo è prevista una serie di interventi per rilanciare le attività di diffusione della nostra lingua, rilancio che costituisce uno degli aspetti strategici più rilevanti del progetto di legge. Gli Istituti italiani di cultura costituiranno un canale privilegiato di diffusione all’estero delle attività di insegnamento e ricerca dell’italiano. Sul piano istituzionale, infine, a fronte del rilancio degli Istituti Italiani di Cultura come proiezione estera della nostra rete di promozione culturale corrisponde, in Italia, il rilancio della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all’estero, che significativamente diviene Commissione nazionale per la promozione della cultura, della lingua e della scienza italiana all'estero e vede ridefinite la sua composizione e le sue funzioni. Infatti, al fine di ampliarne la rappresentatività, vengono accolti in essa esponenti qualificati dei diversi ambiti della realtà culturale e civile italiana. Allo stesso tempo le sue funzioni sono modificate per renderla il centro propulsivo di idee e strategie della promozione culturale, al servizio degli Istituti che, nella loro piena autonomia decisionale ed organizzativa, operano nei diversi paesi del mondo.

Sul piano delle strategie, oltre al rilancio dell’insegnamento della lingua, in parte trascurato nel corso degli ultimi anni, gli Istituti saranno chiamati a favorire l’interscambio universitario a tutti i livelli e a rafforzare le attività a sostegno della diffusione di opere letterarie e scientifiche nonché di quelle cinematografiche e su altri supporti audiovisivi, anche mediante incentivi alla loro traduzione che permetterà di raggiungere un pubblico più ampio, per avvicinarlo alla nostra cultura. Verranno, altresì, confermati e potenziati i contributi alle istituzioni scolastiche ed universitarie straniere per la creazione e il funzionamento non solo di cattedre di lingua italiana ma anche di altre discipline insegnate nella nostra lingua. L’obiettivo è l’incremento dei rapporti di collaborazione con i Dipartimenti di italianistica, nonché con altri centri di ricerca accademici stranieri interessati alla società italiana. Particolare attenzione è altresì rivolta al mondo dell’editoria ed alle produzioni editoriali bilingui, anche nell’intento di propiziare il processo di integrazione europea.

Quanto poi alla cooperazione internazionale nei campi della ricerca e della tecnologia, essa si configura nella realtà odierna come parte essenziale dell’attività di promozione culturale sia sul piano delle relazioni bilaterali che nei fori multilaterali, in quanto strumento di affermazione dei settori più avanzati della nostra cultura scientifica e dei settori produttivi, con ricadute positive in termini di competitività del nostro sistema Paese. La proiezione all’estero del sistema scientifico e tecnologico italiano si avvale della rete degli addetti scientifici, che operano nell’ambito delle rappresentanze diplomatiche, nonché degli accordi di cooperazione scientifica e tecnologica. Il numero degli addetti scientifici, è tuttavia largamente insufficiente a garantire una adeguata presenza della scienza e della tecnologia italiana nel mondo. Ne consegue che, nelle sedi in cui non operano addetti scientifici, gli Istituti di cultura sono chiamati sempre più a fornire supporto, anche attraverso le proprie strutture, alle attività di carattere scientifico e tecnologico.

In conclusione possiamo dire che l’Istituto di cultura deve trasformarsi da organo di gestione a organo di strategia. E’ questo, in sintesi l’obiettivo primario del disegno di legge. Esso, riaffermando la responsabilità istituzionale dell’Amministrazione degli Esteri nella promozione e nella diffusione all’estero della cultura e della lingua italiana - ferme restando le competenze in materia delle altre amministrazioni dello Stato, quali risultano dalla normativa vigente - tende a superare le attuali debolezze strutturali attraverso misure di specializzazione del personale, di modernizzazione delle strutture e di coordinamento tra risorse pubbliche e private, nonché di programmazione qualificata e pluralistica. Nel valorizzare il patrimonio di strutture, mezzi ed esperienze di cui già dispone, il Ministero riconosce agli Istituti di cultura ed ai loro direttori - chiamati a svolgere funzioni di promozione culturale con spirito di imprenditorialità creativa - il ruolo centrale di stimolo e direzione strategica della nostra politica culturale all’estero, nonché quello di interlocutori privilegiati con l’iniziativa privata in tale settore.

L’Istituto di cultura, pertanto, si caratterizza quale strumento fondamentale della nostra proiezione culturale, non soltanto per le iniziative che esso può direttamente realizzare con i propri mezzi, ma anche per le funzioni di coordinamento, di guida e di stimolo alla collaborazione con Regioni, Comuni, Province ed altri soggetti pubblici e privati italiani, potenziali ispiratori e finanziatori di eventi culturali di alto livello. In armonia con l’indirizzo che sempre più emerge nella legislazione e nella concreta attività amministrativa di valorizzare le sinergie tra pubblico e privato, il testo legislativo prevede a tal fine la possibilità per l’amministrazione di partecipare o stipulare convenzioni con associazioni, fondazioni o società private per il reperimento dei fondi necessari all’organizzazione di attività od eventi culturali da realizzare all’estero.

Catalizzatore di energie autonome, nel rispetto degli apporti delle Istituzioni con cui collabora, l’Istituto può offrire la propria esperienza e conoscenza della realtà locale e favorire gli opportuni contatti. Quale organo non solo di gestione ma di strategia, l’Istituto di cultura si presenta al confronto europeo con strutture e finalità istituzionali aggiornate: Quale organo non solo di gestione ma di strategia l’Istituto di cultura si presenta, con strutture e finalità istituzionali più moderne, al confronto europeo la sfida è quella di dare anche all’Italia risorse e mezzi adeguati a valorizzare e far conoscere un patrimonio culturale che non ha confronti. (Mario Baccini, Sottosegretario agli Affari Esteri)


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