* INFORM *

INFORM - N. 217 - 14 novembre 2002

Una dichiarazione di Silvano Miniati, segretario generale Uil Pensionati

Pensionati residenti all’estero e aumento al milione: basta con le ambiguità del Governo e della maggioranza

ROMA - "Il comportamento del Governo e della maggioranza nei confronti dei pensionati, e in particolare di coloro che risiedono all’estero, è schizofrenico: con una mano oggi prende e con l’altra promette di restituire domani". Con queste parole Silvano Miniati, segretario generale Uil Pensionati, commenta alcune decisioni delle ultime settimane e degli ultimi giorni che interessano i pensionati.

"La legge finanziaria 2003, in questi giorni in discussione in Parlamento, ha stralciato 516 milioni di euro dallo stanziamento previsto per l’incremento a 516,46 euro al mese delle pensioni di importo più basso. Un atto - prosegue Miniati - che come Uil Pensionati giudichiamo inaccettabile. Dei 4.200 miliardi di vecchie lire destinati a questa operazione dall’articolo 38 della finanziaria 2002, oltre mille miliardi vengono dunque ‘scippati’ ai pensionati e destinati ad altri scopi (tutela previdenziale dei lavoratori esposti all’amianto, Fondo per l’occupazione, Fondo per le politiche sociali).

Nel frattempo, il Governo si è impegnato, a seguito di un ordine del giorno presentato nei giorni scorsi alla Camera prevalentemente da esponenti della maggioranza, a incrementare le risorse destinate ai pensionati residenti all’estero. In questo modo il Governo si impegnerebbe a portare anche per i residenti all’estero l’importo delle pensioni a 516, 46 euro, e non più, come stabilito ad oggi dal Ministero del Lavoro, fino a un importo massimo di 123 euro mensili.

Come Uil Pensionati - afferma ancora Miniati - abbiamo sempre ritenuto che ai pensionati residenti all’estero, secondo la legge finanziaria 2002, andasse corrisposta l’intera maggiorazione fino al raggiungimento di 516,46 euro. E crediamo che male abbia fatto il Ministero del Lavoro a dare una lettura logico-sistematica e di fatto restrittiva della norma.

Oggi i fatti ci danno ragione e questa nuova posizione del Governo potrebbe costringere l’Inps a rivedere tutte le procedure per portare anche per i pensionati residenti all’estero la pensione a 516, 46 euro al mese. Tanto lavoro, pratiche, perdita di tempo e di denaro.

Basta con le ambiguità e la confusione. Noi abbiamo fortemente criticato tutta la vicenda dell’aumento al milione delle pensioni più basse e abbiamo più volte affermato che si trattava di una norma mal scritta e sbagliata, che avrebbe comportato iniquità, sperequazioni e confusione.

Una volta di più - conclude Miniati - i diritti previdenziali dei nostri emigrati vengono un giorno calpestati e il giorno dopo utilizzati in maniera demagogica per cercare di acquisire consensi attorno alle politiche dell’esecutivo, che invece si stanno sempre più caratterizzando come penalizzanti per i lavoratori e i pensionati". (Inform)


Vai a: