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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2002

L’editoriale di "Corrispondenza Italia"

Un sito del patronato Inas per i connazionali che vogliono rientrare in Patria

ROMA - La crisi economica che, in America Latina ha sconvolto, in particolare, Argentina, Uruguay e Venezuela, ha prodotto in questi ultimi mesi un afflusso massiccio nella Penisola (e, comunque, in Europa) di cittadini italiani, anche di seconda o terza generazione, che rientrano in Italia con l’obiettivo di risiedervi stabilmente. Un rientro che comporta alcune difficoltà, tra cui la ricostruzione del proprio stato civile. Una situazione che va affrontata sia al momento della partenza, attraverso la consulenza delle sedi Inas all’estero, sia all’arrivo in Italia, attraverso la consulenza garantita dall’intero Sistema Cisl. Per rispondere alle esigenze dei nostri connazionali che intendono rientrare e risiedere nel paese d’origine, l’Inas ha realizzato un "percorso virtuale", consultabile sul proprio sito internet(www.inas.cisl.it), in cui, insieme all’elenco completo degli indirizzi Internet "utili" delle istituzioni italiane e straniere di riferimento su questo tema e degli enti che formano il Sistema servizi Cisl, è presente anche una "guida" chiara sulla procedura, ad esempio, per ottenere la cittadinanza italiana. Il possesso del "passaporto", ovvero della cittadinanza italiana, è il requisito essenziale, infatti, per usufruire dei benefici concessi dalla normativa italiana in caso di rientro. Nel sito viene inoltre specificato che chi è nato e residente all’estero, ha diritto si alla cittadinanza italiana iuris sanguinis, ma non ha ancora il passaporto italiano.

Chi arriva, infatti in Italia con passaporto straniero (perché ancora non rilasciato dai consolati) e spesso senza un visto di ingresso di lunga durata (deve essere di più di 3 mesi) ha diritto solo ad un permesso di soggiorno per motivi di turismo in Italia. Tale permesso di soggiorno non consente di fissare la residenza anagrafica in Italia, che si ottiene solo dopo avere ottenuto un permesso di soggiorno di lunga durata (oltre tre mesi). Una volta giunti in Italia, i nostri connazionali si trovano poi a dover fare i conti con il problema di fissare la residenza anagrafica nel comune prescelto. Requisito che permette di usufruire, come indicato nella "guida virtuale" messa a punto dall’Inas, di una serie di diritti e di prestazioni assistenziali. Le tre tappe fondamentali per chi rientra in Italia riguardano la richiesta della carta di identità, il documento di riconoscimento personale rilasciato dal comune di elezione, valido per cinque anni. La carta di identità valida per l’espatrio, ricorda ancora l’Inas, è necessaria per entrare nei paesi dell’Unione Europea. La residenza in Italia, inoltre, è requisito per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Un’iscrizione che consente di usufruire delle prestazioni generali e specialistiche presso le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate in Italia.

Nel sito Inas si parla anche dell’importante tematica del lavoro e dell’opportunità, ad esempio, dell’iscrizione presso gli uffici di collocamento del luogo d residenza. Tra gli altri argomenti trattati nello spazio Internet dell’istituto di patronato della Cisl dedicato agli italiani che rientrano in patria, spiccano la previdenza, l’assistenza e il riconoscimento in Italia del titolo accademico ottenuto all’estero presso un’università statale o legalmente riconosciuta. Tutte le regioni, infine, possiedono una legislazione a favore dei loro corregionali all’estero. Le norme vanno dall’assistenza sociale e sanitaria al sostegno delle attività produttive, dalle pensioni alla cultura, all’istruzione, nonché alle provvidenze per coloro che rientrano in Italia. Ogni anno, le regioni stanziano le necessarie risorse finanziarie a favore dei propri corregionali (spese di viaggio per il rimpatrio, trasporto masserizie, acquisto e/o costruzioni abitazione, assegnazione quote degli alloggi di edilizia popolare, riscatto periodo di lavoro all’estero, sostegno famiglie disagiate). E nella guida consultabile via Internet dall’Inas viene suggerito, nel dettaglio, come fare per ottenere i contributi delle singole legislazioni regionali per le provvidenze riservate a coloro che rientrano. (Corrispondenza Italia/Inform)


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