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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2002

Il Presidente delle Acli Luigi Bobba sull’intervento del Papa durante la visita al Parlamento italiano: "più lavoro, più famiglia, più volontariato"

ROMA - "Grande rispetto per le istituzioni, amore per il nostro Paese e sollecitazione perché le istituzioni e tutte le forze politiche facciano prevalere non gli interessi di parte, ma il bene comune". Questo il senso dell’intervento di Giovanni Paolo II di fronte alle Camere riunite secondo la valutazione del presidente nazionale delle Acli Luigi Bobba.

"Insieme con il Papa - ha detto Bobba - le Acli si sentono particolarmente impegnate perché ci sia una chiara inversione di tendenza nelle politiche familiari e di sostegno alle nascite; un paese che guarda al futuro deve avere come stella polare gli interessi delle generazioni future. E anche di chi oggi ha venti anni e che spesso si trova fuori dal mercato del lavoro. Non si può condannare all’irrilevanza una parte importante delle generazioni più giovani.

Anche qui tutte le forze politiche debbono collaborare perché l’articolo 1 della Costituzione sia pienamente realizzato. Così come le Acli sono convinte che l’Italia saprà affrontare il nuovo scenario globale se le istituzioni riconosceranno il valore del volontariato e dell’associazionismo. La coesione sociale, non entra nel bilancio dello Stato, ma è una ricchezza decisiva per i cittadini e le famiglie.

Da questa visita del Papa al Parlamento - ha concluso Bobba - le Acli si sentono chiamate a far sì che la testimonianza cristiana non rimanga ricchezza nel foro privato della coscienza personale, ma diventi fermento per una società più giusta e più fraterna". (Inform)


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