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INFORM - N. 217 - 14 novembre 2002

Aperto a Roma il convegno su "Immagine e identità degli italiani"

ROMA - "L’identità italiana esiste. E a parlarne è la destra perché la riflessione sulla storia non è appannaggio di una determinata area politica". È quanto ha detto il presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, a margine del convegno in corso presso la sala stampa della Provincia sul tema: "Immagine e identità degli italiani". Una incontro che vede la partecipazione di studiosi di fama internazionale come i professori Luttwak, Schieder, d’Almeidà, Zaslavskj e Minerbi; ma anche volti noti nel mondo della cultura come Quilici Santoro, Accame e La Palombara e politici come Alemanno, Tremaglia e Boniver.

"Il convegno - ha spiegato Massimo Pini, presidente della Commissione Grandi Eventi Culturali della Provincia di Roma - è stato fortemente voluto dal presidente Moffa che, proprio per valorizzare argomenti di grande interesse culturale e storico, ha istituito due anni fa la Commissione Grandi Eventi e questo è il secondo appuntamento promosso". Uso politico della storia, rapporti con gli altri Stati, identità degli italiani, ma anche Unione Europea e globalizzazione: un ampio ventaglio di temi, quello analizzato nel corso del convegno coordinato da Arturo Diaconale. "Gli argomenti trattati - ha aggiunto Pini - sono di grandissima rilevanza e attualità; per questo, il convegno illustra il ruolo dell’Amministrazione provinciale come ente dinamico nel panorama della politica internazionale e rilancia l’identità italiana nell’Unione Europea e nel mondo globalizzato".

"Si corre oggi il rischio - ha ribadito Moffa - di considerare il processo identitario compromesso da un’analisi meramente economica. Invece, la ricchezza del nostro Paese risiede nell’integrazione della popolazione, una vittoria contro chi agita vessilli separatistici". Ed ha rilevato: "Un mondo delle differenze può essere un mondo di pace. Proprio il nostro passato, caratterizzato dalla difficoltà a trovare un’integrazione, è un patrimonio in una società globalizzata in cui, ancor più, c’è bisogno di una forte identità". Ma il convegno, ha sottolineato Moffa, serve anche ad abbattere tanti luoghi comuni "e a parlare di un’Italia che c’è, che si è distinta e che, nonostante inevitabili problemi, illumina la storia e la cultura internazionale". (Inform)


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