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INFORM - N. 216 - 13 novembre 2002

A Brisbane il VI convegno dei Trevisani d’Australia

BRISBANE - Brisbane, un angolo di Marca. Così è stato in occasione del VI convegno dei Trevisani d’Australia, a cadenza triennale, che si è svolto nella ridente capitale del Queensland. Un migliaio i conterranei sono confluiti da tutto il continente per dare voce ai propri problemi e alla propria voglia di incontrarsi sotto la bandiera della comune origine. Con incrociarsi di momenti di svago e di riflessione, dove si incuneava la palpabile emozione di una grande ventata di casa.

I quadri dirigenti si sono trovati attorno ad un tavolo dei lavori, dove erano giunti apposta da Treviso, con titolo di rappresentare l’Associazione Trevisani nel Mondo centrale (con relazioni di base ) don Can uto Toso e Riccardo Masini, e presenziavano i rappresentanti sezionali e provinciali al seguito della spedizione composta da ben 114 persone. Ha partecipato anche il sindaco di Caerano San Marco, Guido Campagnolo, in rappresentanza di tutti i sindaci della Provincia, Ad organizzare sul posto il presidente Atm locale Giuseppe D’Ambrosi , originario di Paese, con Gino Milani (Castelfranco) Paola Greco, Caterina Spagnol a capo di un Comitato che ha fatto scintille.

Tema:" Proseguiamo la nostra cultura Trevigiana", un aspetto fondamentale in una visione globale e dalle molteplici sfaccettature da incastonare in una società in continua trasformazione, un valore singolo da saldare in un contesto di valori multipli di socialità e integrazione. Altri hanno dato il loro contributo di sintesi, grande valenza è stata data alla funzione del periodico "Trevisani nel Mondo", come insostituibile legame definito "cordone ombelicale con l’origine". A conclusione del convegno, entusiasmo dei delegati di Myrtleford per l’ideale consegna della "Candela Trevisana" (una sorta di… fiaccola olimpica) per l’organizzazione di quello che sarà il VII Convegno dei Trevisani d’Australia, datato 2005.

Nel contesto delle manifestazioni di Brisbane , anche una messa dai toni elevati nell’affollatissima chiesa di San Agata, presieduta dall’arcivescovo della città e concelebrata da don Canuto Toso con padre Giuliano Cavarzan di Melbourne e don Giuseppe Canova di Canberra.

Hanno fatto seguito altri momenti di grande coinvolgimento, con serata di gala che ha visto l’intervento del ministro dei Trasporti Steve Bredhauer, in rappresentanza del premier e che assieme all’altro ministro Teresa Gambero, di origine italiana, ha ringraziato per il determinante contributo trevigiano dato all’economia e al "carattere" dell’Australia, con un particolare riferimento che è andato alla Fondazione Cassamarca e al suo presidente De Poli per l’opera in favore della lingua italiana nel mondo.

Quindi, altro convivio dedicato a saluti e scambi, con riconoscimento particolare conferito dall’Atm a suor Concetta Coppe, originaria di Paderno del Grappa, per la sua grande testimonianza di fede e di amore nel dirigere il complesso ospedaliero per anziani della città e ultimamente nominata "Provinciale" di tutte le suore Canossiane d’Australia.

E’ stata questa la tappa iniziale di un viaggio-visita in Australia, poi proseguito sugli itinerari degli emigranti della Marca che hanno fatto grande la loro seconda patria. Lo ha organizzato la Trevisani nel Mondo, per far capire quanto sia stato arduo il percorso affrontato. Un’esperienza vissuta sul filo di spostamenti continui , con immissioni in ambienti e situazioni di grande impatto emotivo che ebbero e hanno per protagonista l’uomo semplice ma forte delle nostre terre, con contatti e voglia di conoscere e ascoltare, coinvolgimenti intrisi di grande umanità. Le "stazioni" successive che hanno fatto vibrare la moltitudine trevigiana in altrettanti incontri, sono state quelle di Stenthorpe, Cainsr, Adelaide, Melbourne, Canberra, Griffith e Sidney. Ovunque, con punte di orgoglio nello scoprire l’esistenza di prodotti trevigiani in loco: come le attrezzature della ditta Velo di Caselle d’Altivole trovate nelle vinerie e le biciclette con il marchio " Pinarello".

Sono stati percorsi itinerari di sacrifici ed esperienze che hanno segnato l’esistenza e anche l’affermazione di tanti conterranei. E’ stato un viaggio non solo turistico, ma anche e soprattutto interpretato come "corso di studio" tenutoci dai connazionali incontrati, che ci hanno fatto scuola di umanità, impegno e superamento delle difficoltà. L’Italia, a suo tempo, aveva mandato qui mezza della sua migliore gioventù, ci ritroviamo ora con uomini e donne formati. E per lo più affermati. E ha colpito la capacità di conservare e tramandare la cultura originaria integrando e arricchendo la società multietnica della grande nazione australiana. Sarà questa la grande sfida che il futuro richiede ? Arrivederci a Myrtleford 2005 ! (R. M.-Inform)


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