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INFORM - N. 216 - 13 novembre 2002

Calcio non giocato: Cragnotti vende la Lazio

ROMA - Prima decisione fondamentale nell’ambito della crisi del gruppo Cirio: il Consiglio di amministrazione del gruppo agro-alimentare ha deciso di mettere in vendita "le attività non strategiche, tra le quali la Lazio, la Del Monte Pacific, la Brombil e quelle proprietà immobiliari non destinate all’attività alimentare". Dunque anche la Lazio fa parte delle attività non funzionali strategicamente alla Cirio, che ha spiegato di ritenere "essenziale per la realizzazione del piano finanziario il sostegno del sistema bancario alle operazioni del gruppo", nominando nel contempo la banca d’affari internazionale Livolsi and Partner quale advisor finanziario. La Cirio, insomma, focalizza il piano di ristrutturazione sulla "massima valorizzazioni delle attività aziendali". Ma in che misura vi entra la Lazio? La nota del Cda della Cirio spiega che "la tempestiva dismissione delle attività non strategiche e la connessa riduzione e ristrutturazione dell’indebitamento consentiranno di concentrare le risorse finanziarie nel perseguimento del piano industriale del settore caratteristico dell’agro-alimentare".

Quali gli scenari adesso per la Lazio? Da Belgrado, dove la squadra è impegnata nel ritorno del secondo turno di Coppa Uefa, il direttore generale Massimo Cragnotti ha chiarito che "nessuno abbandonerà la Lazio", che "questa fase di transizione sarà gestita al meglio" e che "i Cragnotti venderanno a chi comprerà la Lazio per mantenerla in una posizione di vertice". Comunque - ha aggiunto il figlio del patron della Cirio Sergio Cragnotti - "la _Cirio è stata chiara: bisogna dismettere con una certa tempestività". Ma per ora, aggiungiamo noi, la Lazio non ha acquirenti. (Francesco Certo-Inform)


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