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INFORM - N. 215 -12 novembre 2002

Dalla Valle del Piave al Messico. Presentato a Venezia un volume sul dialetto di Segusino e Chipilo

VENEZIA - "Segusino e Chipilo sono una specificità nel panorama internazionale". Sono parole dell'assessore regionale alla cultura e all'identità veneta Ermanno Serrajotto che ha presentato il 12 novembre a Palazzo Balbi, a Venezia, la seconda edizione, riveduta e ampliata, del volume "Il dialetto veneto di Segusino e Chipilo" (Ed. Grafiche Antiga) dell'antropologa americana Carolyn J. MacKay. Erano presenti anche il sindaco di Segusino Agostino Coppe, Gianni Secco studioso di tradizioni venete, il presidente della Comunità Emigranti di Segusino Giovanni Cappellin, i sindaci di Vidor e Miane e una rappresentanza della comunità segusinese.

Nel 1882 un gruppo di emigranti veneti giunse sull'altopiano messicano e fondò un nuovo paese, Chipilo, nella valle di Puebla. La maggior parte proveniva da Segusino e dagli altri paesi ubicati nella valle del Piave. Il dialetto che parlavano divenne la "lingua" del paese messicano. Ancora oggi quasi tutti gli abitanti di Chipilo usano il dialetto veneto.

Nel 1982, ad un secolo di distanza, Segusino e Chipilo hanno rinsaldato i reciproci legami con un gemellaggio, proprio mentre la studiosa Carolyn J. MacKay aveva iniziato una ricerca sulla lingua in occasione del centenario della fondazione di Chipilo. Il frutto di questo lavoro è un'opera che documenta l'uso del dialetto nelle due comunità, descrivendone le caratteristiche fonologiche e grammaticali e le diversità. Questa seconda edizione è stata ampliata con altri duemila vocaboli (in tutto ora sono seimila) aggiornando anche la storia dei due paesi. La sezione lessicale del volume è proposta in quattro lingue (veneto, italiano, spagnolo e inglese).

L'assessore Serrajotto ha sottolineanto il particolare rapporto che lega le due realtà e ha aggiunto che la realizzazione di quest'opera si inserisce in un percorso di valorizzazione e di difesa dell'identità e del dialetto veneto che la Regione sta portando avanti. Sono molti i Veneti che dalla fine del secolo scorso fino al dopoguerra sono emigrati all'estero per superare le sacche di miseria e la disoccupazione presenti allora nella nostra regione. Sono comunità rimaste venete - ha detto Serrajotto - perché hanno continuato a restare legate ai valori che erano alla base della società veneta: la famiglia, la laboriosità, la religiosità, la solidarietà. Questo volume - ha concluso l'assessore - è il segno che è vivo questo attaccamento alla terra d'origine e in particolare alla lingua che rappresenta un patrimonio "immateriale" altrettanto importante da difendere quanto quello materiale.

Il sindaco Coppe ha ripercorso la storia dei rapporti tra le due comunità, evidenziando come il volume della studiosa americana sia in realtà il risultato della "sinergia" dimostrata dalla popolazione di Segusino e Chipilo, "orgogliosa delle proprie origini". Anche il corredo fotografico, opera del giovane fotografo segusinese Gaetano de Rosa, è stato selezionato con la partecipazione diretta della popolazione sia di Chipilo che di Segusino.

Gianni Secco, noto anche per la sua attività musicale nei "Belumat", ha messo l'accento sul fatto che a monte di questa pubblicazione c'è proprio la partecipazione della gente da un lato e dall'altro il modo in cui Chipilo ha saputo conservare tradizioni e valori che la stessa Segusino oggi ha perso, come il rapporto familiare. Ha auspicato, infine, che il recupero della cultura veneta sia sempre più un'operazione di tutti e sempre meno di pochi appassionati. (Inform)


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