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INFORM - N. 215 -12 novembre 2002

Al Cnel un dibattito a 360 gradi sulle prospettive sindacali italiane. Presenti Epifani, Pezzotta e Angeletti

ROMA - Dopo il gelo degli ultimi mesi riuniti intorno ad un tavolo i segretari generali di CGIL, CISL e UIL. In un momento particolarmente delicato per la realtà sindacale italiana, a Roma presso la sede del CNEL cíè stata la presentazione della rivista telematica www.uguaglianzaeliberta.it. Una pubblicazione, curata dal giornalista Carlo Clericetti e diretta dall'ex segretario generale della Cisl Pier Carniti insieme all'ex segretario confederale della CGIL Antonio Lettieri, che è stata realizzata dall'omonima associazione "Uguaglianza e libertà". Un'organizzazione, nata la scorsa estate, che si prefigge di approfondire le complesse trasformazioni in atto nell'economia mondiale, nella realtà del lavoro e nel mondo del welfare. Ma l'incontro, dal titolo " Il futuro del lavoro", è stato soprattutto caratterizzato dalla fattiva e contestuale partecipazione dei tre massimi esponenti della triplice sindacale che, dopo tante polemiche, hanno per la prima volta accettato di discutere in un dibattito pubblico i dissensi interni che hanno profondamente minato la tensione unitaria delle confederazioni.

Rispondendo alla prima domanda del giornalista Marco Cianca sulle motivazioni della rottura sindacale, il segretario generale della UIL Luigi Angeletti ha in primo luogo sottolineato come le ragioni della divisione vadano ricercate nella mancanza di una comune visione sulle modalità di rappresentanza del nuovo mondo del lavoro che caratterizza il XXI secolo; una fattispecie superabile, secondo Angeletti. Positivi risultati potrebbero essere conseguiti attraverso l'avvio di una libera discussione tra le parti, che per il segretario generale della CGIL Guglielmo Epifani appare però condizionata da ulteriori ed univoche diversità di vedute, come ad esempio le opposte interpretazioni sulle modalità decisionali dei contratti di lavoro, sul ruolo e le funzioni attive del sindacato e sulla stessa riforma del sistema della contrattazione. Per il massimo esponente della CISL Savino Pezzotta la scomparsa della tensione unitaria va invece imputata all'eccessiva deriva politica dei sindacati che troppo spesso, nel tentativo di condizionare il Governo ed i partiti politici, hanno finito con il debordare dal loro ruolo. Ma, secondo Pezzotta, importanti diversità di fondo tra i sindacati della triplice vanno ricercate anche nelle modalità di contrattazione, nelle tattiche di lotta e nell'approccio ai cambiamenti sociali del Paese.

Durante il dibattito diversità interpretative sono emerse anche per quanto concerne la necessità di avere regole nuove e certe nel campo della contrattazione sindacale. In questo contesto, secondo Epifani, sarebbe infatti auspicabile il varo di una nuova legge che regolamenti dettagliatamente la contrattazione anche nel settore privato. Una proposta condivisa dalla UIL che, per Angeletti, non dà però alcuna certezza sul fatto che, anche in vista di un probabile ridimensionamento politico dell'azione dei sindacati, possa essere avviata al più presto una comune e fattiva attività sindacale. Le nuove regole contrattuali dovrebbero invece essere definite, tralasciando la via legislativa, attraverso specifici accordi sindacali più elastici e meno vincolanti. Posizioni distanti dunque che, almeno per quanto concerne la grave crisi della FIAT, sembrano però convergere verso un'iniziativa comune. "Abbiamo di fronte a noi un importante dramma sociale - ha infatti sottolineato Angeletti - che mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Credo quindi che le organizzazioni sindacali debbano avere un solo obiettivo ed una sola strategia per risolvere positivamente questi problemi. In questo contesto - ha proseguito il segretario della UIL accennando alle possibili soluzioni - bisogna varare un adeguato piano industriale e trovare degli imprenditori che scommettano sul futuro dell'azienda. Noi siamo infatti favorevoli sia al mantenimento dell'industria automobilistica nel nostro Paese, sia ad un eventuale intervento pubblico che potrebbe concretizzarsi attraverso le Regioni".

Una precisa linea d'azione che è stata ribadita anche da Epifani "Noi abbiamo chiesto al Governo - ha infatti evidenziato il segretario generale della CGIL - di essere parte attiva e di coordinare l'apertura di un tavolo delle trattative da cui dovrà scaturire un'iniziativa che consenta di variare il piano industriale della Fiat e quindi di sospendere tutti i provvedimenti di cassa integrazione che dovrebbero partire dal 1 dicembre". Non privo invece di qualche nota polemica il commento del segretario generale della CISL "Sulla Fiat io credo che dobbiamo trovare il massimo dell'unità possibile. Lo penso perché tutto questo riguarda un'azienda ed un settore fondamentale per il nostro Paese. Per questo - ha concluso Pezzotta riferendosi criticamente ad alcune prese di posizione della CGIL - bisogna fare uno sforzo comune per trovare la massima coesione possibile, senza pretendere però che qualcuno abbia, anche in questo contesto, verità assolute". (Lorenzo Zita-Inform)


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