* INFORM *

INFORM - N. 214 -11 novembre 2002

Da "Pagine", Venezuela

Una nota di Vitaliano Vita (CGIE). Chi sono gli italiani all’estero? A quale stato appartengono? A quali leggi sono sottoposti?

 

CARACAS - In attesa che una legge quadro fissi le norme alle quali devono essere sottoposti gli italiani all’estero, seguita la discriminazione: leggi che vanno bene agli uni non sono applicabili agli altri. Cosicché ci si chiede, ma a quale paese appartengono gli italiani all’estero?

L’italiano che vive a Milano appartiene alla circoscrizione territoriale della Regione Lombardia, così il siciliano che vive a Palermo ed il napoletano che vive in Campania, appartengono alle rispettive regioni, ma per i connazionali all’estero non è così. Loro appartengono alla Circoscrizione Estero (un altro stato) e perciò sono sottoposti ad altre leggi e regolamenti. Eppure, nella popolazione che concorre a determinare il numero dei parlamentari europei che spettano all’Italia, sono compresi anche loro: i quattro milioni di italiani che vivono all’estero, così come è previsto nella Costituzione che la Circoscrizione estero deve essere inclusa tra le Regioni nella determinazione del numero dei deputati e dei senatori della Repubblica. E allora? Il giochetto di considerarli o meno cittadini italiani è andato avanti per decine di anni, infatti prima venivano inclusi nella popolazione italiana necessaria ad eleggere deputati e senatori della Repubblica senza però poter votare. Certo malvezzo continua perché ancora oggi, nonostante il riconoscimento costituzionale (artt.48, 56, 57), prosegue la discriminazione nella applicazione delle leggi, specialmente di quelle che comportano qualche spesa per lo Stato, come l’aumento della pensione ai poveri, come le leggi che favoriscono lo sviluppo dell’occupazione e della imprenditoria giovanile. Una manciata di lenticchie, in sostanza, che certamente non ripaga i 200.000 miliardi di merci italiane che vengono consumate all’estero ed i milioni di posti di lavoro occupati per produrle e che assicurano un indubbio benessere al nostro Paese... Agli italiani all’estero non sono state applicate per decenni le leggi dello Stato e molti principi costituzionali, come quelli che prevedono l’appartenenza di tutti i cittadini alla Repubblica, come quelli sui pari diritti e le pari dignità (artt.2 e 3 Cost.) o quegli altri che riguardano la scuola, l’indigenza e la tutela del lavoro all’estero (artt.35 e 36 Cost.)

Chi sono allora gli italiani all’estero? Ed a quale stato appartengono? E’ quello che ci chiediamo quando sentiamo che ai pensionati indigenti che vivono all’estero non possono essere estesi per completo i benefici previsti per i cittadini che risiedono in Italia; che ai giovani non possono essere estese le previdenze per lo sviluppo della occupazione, perché appartengono alla Circoscrizione Estero, un altro stato, una invenzione demografica per farli votare o per non sentire più Tremaglia.

Purtroppo sono in pochi i parlamentari e politici che, al di la dei problemi connessi con il voto all’estero, hanno approfondito i problemi legati alla loro "Circoscrizione planetaria" a quell’immenso catino di risorse e prestigio che concorre a rafforzare e la politica estera italiana e l’economia che così può contare su un mercato capace di assorbire tutta la produzione italiana e garantire l’occupazione di milioni di lavoratori. Purtroppo, un‘Italia sempre presa dalle rivalità partitiche, non è riuscita, salvo episodiche circostanze, a portare avanti una politica delle intese sulle problematiche degli italiani all’estero, impedendo che la maturità ed emancipazione raggiunta dagli organismi elettivi di rappresentanza venisse impiegata opportunamente disperdendo un patrimonio di esperienze e competenze del quale invece potrebbero avvantaggiarsi reciprocamente l’Italia e le nostre comunità. La Costituzione di una grande Regione, di Comites efficienti ed autonomi, di un Cgie espressione democratica delle realtà continentali, delle nostre realtà, sarà il programma che porteranno avanti i nostri rappresentanti in Parlamento, indipendentemente da loro credo politico. Non ci si faccia illusioni dunque: anche per loro, vedrete, al momento opportuno, al di sopra dell’ideologia, prevarrà l’interesse dei propri elettori. Perciò auspichiamo che i problemi degli italiani all’estero, vengano esaminati dal Parlamento non soltanto con l’occhio dell’Amministrazione, sempre preoccupata di garantire l’efficienza dei suoi servizi, ma con la mentalità del legislatore che dovrà uniformare ai nuovi principi introdotti nella Costituzione dagli artt..48-56-57, le leggi del nostro ordinamento e prevedere, speriamo il più presto possibile, la normativa per il funzionamento della Circoscrizione Estero (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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