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INFORM - N. 214 -11 novembre 2002

Accolto dal Governo alla Camera un ordine del giorno che prevede l’adeguamento delle pensioni minime degli italiani all’estero.

Tremaglia aveva minacciato di non votare la Finanziaria

ROMA - Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia lo aveva annunciato a Radio Radicale: "Se non passa l’ordine del giorno sul riconoscimento agli italiani all’estero del minimo pensionistico di un milione al mese (516,46 euro), non posso votare la Finanziaria. Ma io sono certo che il Governo accoglierà questo ordine del giorno, che dovrà essere tradotto in un emendamento al Senato".

La "forte discussione" avvenuta all’interno del Governo ha dato esito positivo e l’ordine del giorno presentato dall’on. Alberto Giorgetti di An è stato accolto. Un ordine del giorno che porta anche la firma del presidente del Comitato parlamentare per gli italiani all’estero Giovanni Bianchi (Margherita) e di altri quattro deputati: Alessio Butti (An), Ignazio La Russa (An), Luca Volontè (Ccd-Cdu) e Giorgio Jannone (FI). Eccone il testo:

"La Camera,

- preso atto che l’articolo 38 della Legge 448/2001 prevede la concessione del minimo pensionistico ai cittadini che si trovano nelle condizioni stabilite dalla legge nella misura di 516,46 euro mensili; che l’INPS già effettua il pagamento di 123,77 euro al mese a favore degli Italiani residenti all’estero;

- invita il Governo a rispettare il dettato costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini italiani;

- impegna il Governo a prendere le misure necessarie per riconoscere la parità dei diritti ai nostri connazionali residenti all’estero con la corresponsione a loro della differenza tra 123,77 e 516,46 euro mensili, prendendo le iniziative concrete relative secondo giustizia ed equità, a partire dal 30 settembre 2002, tenendo conto del costo della vita nei vari Paesi".

La vicenda è stata ricordata dall’on. Giorgetti nelle dichiarazioni di voto finali, prima dell’approvazione della Finanziaria. "Con l'onorevole Tremaglia - ha detto - ho discusso, in questi giorni, sulla scelta, fatta con la precedente legge finanziaria, di innalzare le pensioni minime ai cittadini italiani. Ebbene, poiché i cittadini italiani sono anche all'estero, si deve tenere conto, evidentemente, delle disponibilità nazionali, ma dobbiamo anche munirci di strumenti nuovi per poterci adeguare, con flessibilità, ad una comunità che è sempre più grande e nella quale l'Italia gioca un ruolo strategico fondamentale prendendo molteplici impegni. Ritengo, pertanto, che un'eventuale modifica degli strumenti a nostra disposizione possa aiutarci in questo percorso di rilancio e di crescita del nostro paese".

Soddisfatto infine l’on. Tremaglia: "Non era possibile - ha dichiarato - discriminare ancora una volta gli italiani all'estero. Il pagamento è un atto dovuto. L'Inps aveva provveduto a versare agli italiani all'estero 123,77 euro mensili. Abbiamo chiesto di arrivare, come in Italia, al minimo di 516,46 euro e questo è stato finalmente riconosciuto questa sera dal Governo, con l'accoglimento dell'ordine del giorno": (Inform)


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