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INFORM - N. 213 - 8 novembre 2002

Il sacrifico degli innocenti

La tragedia di questo terremoto è diversa da tutte le altre e credo che diverse saranno le conseguenze.

Questa estate sono stato a Tunisi ed una delle tappe obbligatorie che fanno fare ai turisti è il cimitero degli innocenti. La guida ci ha spiegato come i Cartaginesi sacrificassero alle loro divinità i loro primogeniti per appagarsene l'amore.

Lo sguardo di tutti i turisti di tutte le nazionalità era lo stesso, non si distinguevano più secondo le loro nazionalità, come si riscontra normalmente nei comportamenti quotidiani, dalla somatica tipica. Dall'attonimento era scomparsa anche quella tipica somatica facciale orientale.

Ci rimasi esterrefatto quando la guida in perfetto italiano ci raccontò che dopo una battaglia persa contro i Romani ne sacrificarono addirittura 500 in un solo giorno, ma ancor di più rimasi allibito quando concluse che nella successiva battaglia riuscirono a sconfiggere i Romani. Oggi noi non crediamo più alle divinità pagane e non ci credono neanche i Tunisini. Come si può spiegare se non con la rabbia di cui si caricavano nel vedere sgozzare i propri figli con la propria volontà e da mano amica?

Gli innocenti di questa tragedia sono stati sacrificati contro la propria volontà e neanche da mano amica. Però la rabbia che ne scaturisce non solo nei direttamente colpiti, i loro genitori soprattutto ma anche i loro compagni di gioco come anche tutti coloro che la mattina svegliandosi sentiranno si chiederanno se mandare i propri figli a scuola, sia altrettanto grande o forse di più, proprio perché oggi non crediamo più in quelle divinità avide di sangue.

Questo sacrificio di anime bianche segnerà la svolta nel nostro atteggiamento verso i disastri naturali, nel senso che venivano presi con naturalezza, per attuare tutto quello che la tecnica oggi offre per rendere sicuri gli edifici sia pubblici che privati. La natura non approva le sanatorie per alzata di mano, ma solo quelle effettuate con ristrutturazioni agli elementi portanti. (Giuseppe Tizza*)

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* Giuseppe Tizza è docente a Düsseldorf e membro della Consulta Comunale Stranieri della stessa città tedesca.


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