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INFORM - N. 212 - 7 novembre 2002

Una dichiarazione di Tremaglia: "Protesto duramente e pubblicamente, qualcuno non vuol dare i minimi pensionistici agli italiani all’estero. Chiedo l’applicazione della legge e faccio appello al Capo dello Stato"

ROMA – Ferma presa di posizione del Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, sulla questione del minimo pensionistico per gli italiani all’estero. "Abbiamo chiesto - dichiara - l’applicazione dell’articolo 38 della legge 448/2001, e cioè l’erogazione di 516,46 euro che sono già previsti per i cittadini che hanno un minimo di pensione, il famoso "milione al mese", estendendolo ai cittadini italiani residenti all’estero che godono già di un incremento di 123 euro. Si deve dare anche a loro la differenza tra 123 e 516,46 euro mensili. Tradotto in lire, si tratta di circa 350 miliardi. I titolari sono stati calcolati in circa 165 mila persone. Questo è un impegno assoluto.

"Qualcuno della Finanziaria - prosegue Tremaglia - vuole impedire che si rispetti questo diritto previsto dalla legge, qualcuno degli uomini politici dimentica ancora una volta che i nostri connazionali, dopo aver ottenuto il voto politico, sono cittadini italiani a tutti gli effetti e con tutti i diritti. Cercano persino un imbroglio legislativo per discriminarli ancora una volta.

"Protesto pubblicamente e duramente dopo aver cercato tante strade; ma non mi fermerò alla protesta. Ho già detto e confermo che darò vita ad azioni giudiziarie a favore degli italiani all’estero. Chiedo con estrema decisione che sia fatta giustizia per i nostri connazionali, altrimenti si tornerà alla discriminazione che non potrò assolutamente sopportare. Se all’INPS non vi sono più finanziamenti disponibili andiamo a trovarli almeno in parte nella Tabella A del Ministero Affari Esteri. E’ questione di volontà.

"Faccio appello alla grande sensibilità del Capo dello Stato - conclude Tremaglia -. Gli italiani nel mondo non possono essere ulteriormente ingannati". (Inform)


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