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INFORM - N. 210 - 5 novembre 2002

Unione Europea - Verso un diritto d’asilo comune

BRUXELLES - Il cammino verso un unico diritto d’asilo nell’Unione Europea è lento e difficoltoso, ma contrassegnato da sempre nuove tappe. L’ultima di queste è l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della proposta di direttive sulle norme minime da applicare per il riconoscimento dello status di rifugiato. Tale proposta è stata preparata dalla Commissione Europea e già più volte rielaborata in senso restrittivo per venire incontro alle richieste dei vari governi europei. Anche quest’ultima versione non avrà vita facile. Il Parlamento, infatti, ha in materia solo un ruolo consultivo. Chi veramente può decidere nell’ambito della politica d’asilo è il Consiglio composto dai ministri dei vari stati membri dell’UE. L’attuale proposta di direttive accoglie senza condizioni la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, il Protocollo del 1967 e anche le sentenze emesse sulla base della Convenzione sui diritti umani del Consiglio d’Europa.

L’elemento che verrà probabilmente contestato dai Ministri degli interni è il riconoscimento dello status di rifugiato non solo a persone perseguitate dal loro governo, ma anche a chi vive in situazioni in cui lo stato non può assicurare la protezione dalla violenza (ad esempio da parte di gruppi paramilitari, mafie, ribelli…). In questo caso i paesi europei sarebbero tenuti ad accogliere come profughi ad esempio i cittadini della Colombia, cosa che per ora avviene solo in alcuni stati membri e non in altri. Il Parlamento Europeo ha dato il suo appoggio anche al riconoscimento dell’asilo in caso di persecuzione per motivi sessuali: grave discriminazione delle donne, mutilazioni genitali…). (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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