* INFORM *

INFORM - N. 209 - 4 novembre 2002

Un convegno sui diritti degli anziani e degli stranieri che li assistono: "Badanti: uomini e donne come noi"

ROMA - Adozione in tempi rapidi da parte delle Regioni di un bonus "badanti e colf" a favore delle famiglie impegnate nella regolarizzazione, promozione di sgravi fiscali, realizzazione di programmi locali per la qualificazione professionale, creazione di un fondo di garanzia per il rimpatrio, offerta di servizi gratuiti da parte dei patronati, certificazione della professionalità, sviluppo di un'adeguata politica alloggiativa, concessione del diritto di voto amministrativo agli stranieri residenti da alcuni anni nel nostro Paese. Queste le proposte salienti che sono emerse dal convegno "Badanti: uomini e donne come noi. Un incontro organizzato dalla UIL di Roma e del Lazio, dall'Associazione per i Diritti degli Anziani (ADA) e dalla UIL Pensionati, che , a pochi giorni della scadenza dei termini della sanatoria per colf e badanti (11 novembre), ha posto a confronto, per l'avvio di una profonda riflessione, rappresentanti del mondo istituzionale, politico, sindacale culturale e dell'associazionismo.

Nel corso del convegno, coordinato dalla rappresentante sindacale Pilar Saravia, il Segretario Generale della UIL Roma e Lazio Alberto Sera ha in primo luogo ricordato la necessità di riqualificare lo strategico settore dell'assistenza domiciliare. "E' importante che questo ambito lavorativo - ha sottolineato il sindacalista - preservi il suo volto umano ma, allo stesso tempo, bisognerà migliorare il livello professionale dei lavoratori e favorire la nascita di una regolamentazione certa che, anche attraverso la l'attivazione di specifici albi professionali, crei punti di riferimento comuni nei bellissimi rapporti che spesso intercorrono tra anziani e badanti". La recente sanatoria, secondo l'esponente della UIL, farà sicuramente emergere il fenomeno, ma è solo il primo passo di un lungo camminino, finalizzato alla qualificazione professionale e allo sviluppo di una concreta politica dell'alloggio. I

In sintonia con la riflessione di Alberto Serra il commento del Segretario Generale della UIL Pensionati Silvano Miniati che, dopo aver ricordato l'alto numero di anziani non autosufficienti (1.200.000 circa ) presenti in Italia e la cospicua rappresentanza straniera - più di 500.000 unità - operante nel campo dell'assistenza alle persone, ha sottolineato come la recente sanatoria finirà per portare dei consistenti aggravi economici che colpiranno in primo luogo i tanti anziani in solitudine che vengono assistiti dalle badanti. I costi a lungo termine della sanatoria, tra stipendi e contributi circa 1000 euro al mese, non potranno infatti essere sostenuti dalla media famiglia italiana. Per Miniati inoltre i numeri della regolamentazione, quasi 500.000 le domande presentate da colf e badanti, sono andati ben oltre ogni ottimistica previsione.

L'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Raffaella Milano ha quindi illustrato le iniziative intraprese dal Campidoglio per sostenere e tutelare le lavoratrici del settore domestico. "Per ovviare alle condizioni di oggettiva debolezza - ha sottolineato la rappresentante della Giunta - in cui sono costrette ad operare le colf e le badanti dal Comune di Roma, in collaborazione con le organizzazioni sindacali e le associazioni del settore è stato attivato uno specifico servizio di ascolto e di intervento atto a tutelare le numerose lavoratrici che svolgono questa attività. I questo contesto, per far sì che la badante non debba sempre ricominciare da zero al termine del suo mandato assistenziale, saranno inoltre messi a disposizione dal Comune, agli stranieri che svolgono attività di cura e si apprestano a cercare nuovi incarichi, appositi alloggi di transito".

Dopo l'intervento della responsabile del Settore Immigrazione della Caritas Diocesana di Roma, Le Quyen Ngo Dinh, volto a sottolineare l'importante contributo delle badanti straniere all'emancipazione domestica della donna italiana e la rilevante incidenza del mondo femminile sulle collettività immigrate presenti nel nostro Paese, il Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano ha ricordato come la legge Bossi-Fini rappresenti solo una tappa nel "lungometraggio" dell'immigrazione italiana. L'ennesimo aggiustamento normativo, richiesto dai repentini mutamenti di un fenomeno in piena evoluzione, che, proprio in questi giorni, è stato completato dal varo di uno specifico decreto che stabilisce l'entità dei flussi d'ingresso: la quota prevista è di 83.500 stranieri, per l'anno in corso. Per il Sottosegretario la regolarizzazione, che non deve essere confusa con una sanatoria, consentirà inoltre di prosciugare, in considerazione dell'alto numero delle domande presentate, il vasto bacino dell'irregolarità e della clandestinità che non dovrebbe presumibilmente superare le 800.000 unità.

Mantovano, dopo aver precisato che in questo contesto alle istituzioni spetta solo l'onere di definire dei percorsi normativi che diano regole certe per l'ingresso dello straniero, ha chiarito alcuni punti della regolarizzazione che avevano destato perplessità. Problematiche tecniche, come ad esempio le soluzioni alternative da adottarsi nel caso di un improvviso decesso del datore di lavoro, che, almeno per quanto concerne il proliferare dei licenziamenti preventivi ed indiscriminati delle badanti, hanno però richiesto il tempestivo intervento delle istituzioni. "Dopo il recente incontro con i sindacati sul problema dei licenziamenti - ha sottolineato il Sottosegretario - il Ministero dell’Interno ha diramato alle Prefetture e alle Questure una specifica circolare nella quale si spiega che il lavoratore straniero, che abbia iniziato una vertenza di lavoro per aver prestato opera in nero, possa ottenere, se ovviamente documenta l'avvio di questa causa, un permesso provvisorio di soggiorno per ricerca di lavoro della durata di sei mesi".

Il dibattito è stato chiuso dall'on. Livia Turco dei Ds, ideatrice del testo unico sull'immigrazione, che ha espresso dubbi sull'attendibilità del Governo in materia di immigrazione, ribadendo con forza la necessità di far emergere, riconoscere e valorizzare la professionalità di questo importante lavoro dai profondi risvolti umani. In questo ambito appare essenziale l'inserimento nei Piani regionali sulle politiche sociali di opportune iniziative formative che diano nuova professionalità e slancio al lavoro di cura svolto dagli stranieri. "A mio giudizio, nella legge appena approvata - ha infine precisato l'ex Ministro per la Solidarietà Sociale suggerendo alcune alternative - bisognava mantenere la figura dello Sponsor e soprattutto evitare l'irrigidimento del contratto di soggiorno. Semmai, per quanto concerne il lavoro domestico con le sue peculiarità, sarebbe stato opportuno collocare questo tipo d’ingresso fuori dalle normali quote di programmazione. Sia comunque ben chiaro - ha concluso Livia Turco - che una volta chiusi i termini dell'attuale regolarizzazione, un anziano, in base alla norma vigente, non riuscirà più a far venire una colf con un normale contratto di lavoro". (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: