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INFORM - N. 209 - 4 novembre 2002

Ciampi: "La storia non divide più noi italiani"

ROMA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel corso di una cerimonia svoltasi al Palazzo del Quirinale, alla presenza dei Vice Presidenti del Senato Fisichella e della Camera Fiori, del Ministro della Difesa Martino e di numerose autorità civili e militari, ha consegnato le decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia conferite il 31 maggio di quest’anno.

Nel suo saluto Ciampi ha sottolineato che nel giorno dell'Unità Nazionale "dobbiamo riflettere sulla evoluzione che la nostra comunità sta vivendo. Stiamo ritrovando in noi le ragioni profonde di una memoria condivisa. Gli antichi valori della nostra indipendenza nazionale si stanno ricomponendo come in un mosaico con i valori di oggi, di una collettività democratica e pacifica, orgogliosa dei propri modelli di vita, pronta a difenderli".

"La storia - ha continuato il Presidente Ciampi - non divide più noi italiani. L'ho sentito a El Alamein, come l'ho sentito a Cefalonia, a Tambov, a Porta San Paolo. La storia non divide più noi europei. L'ho sentito stando a fianco del Presidente tedesco Rau nel sacrario dei martiri di Marzabotto. Oggi sappiamo che sono più forti le cose che ci uniscono. Il patriottismo che sta crescendo tra gli italiani è un'occasione che viene offerta alle istituzioni; non dobbiamo perderla. Per questa ragione abbiamo il dovere di progettare oggi il percorso che condurrà gli italiani a celebrare, nel 2011, il giubileo della Nazione".

"Viaggiando per le nostre meravigliose città vedo con piacere che l'esposizione del tricolore si sta sempre più diffondendo. So che proprio oggi il Comune di Milano ha deciso di istallare decine di nuove bandiere. Sono fiducioso che in tutta Italia i nostri vessilli siano custoditi con cura, tenuti con il dovuto decoro. I Infine, un saluto e un augurio a voi, nuovi Cavalieri dell'Ordine Militare, il più alto riconoscimento delle nostre Forze Armate per l'attività di istituto. Vi siete distinti in terre anche lontane, in situazioni e luoghi difficili, dalla Bosnia, al Kossovo, all'Afganistan. Testimoniate con le vostre capacità di comando e di coraggio una tradizione che si sa rinnovare.

Il vostro esempio - ha concluso il Presidente della Repubblica - è importante anche per i tanti volontari, gli allievi ufficiali, sottufficiali, i militari tutti che auspico sempre più professionalmente e civilmente impegnati. Lo richiedono la sicurezza e il prestigio della nostra Patria che, oggi più che mai, deve essere in grado di difendere, insieme con gli altri Paesi dell'Unione Europea, il modello di vita, libero e democratico, che abbiamo costruito in questi decenni e che intendiamo trasmettere sempre più solido alle nuove generazioni". (Inform)


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