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INFORM - N. 207 - 31 ottobre 2002

Un’attenzione particolare alla Romania

L’infanzia abbandonata e le adozioni internazionali

ROMA - L’infanzia romena sembra particolarmente ricercata per le adozioni richieste da famiglie dell’Europa occidentale, francesi, tedesche, spagnole, italiane, e dagli Stati Uniti. E’ l’indole latina dei bimbi romeni, vivaci, duttili, affettuosi, comunicativi, a spiegarlo, e l’ampiezza dell’offerta, il gran numero dei minori senza famiglia in Romania. Già dall’immediato secondo dopoguerra discendono i vuoti enormi dell’infanzia abbandonata! La Romania ha avuto in proporzione con gli altri paesi belligeranti il più dei caduti, di uomini che non sono più ritornati alle proprie case e di popolazioni sradicate e decimate dal rullo compressore della guerra: una iattura storica, una sorte che per i romeni si è ripetuta sovente, da quando nel 270 d. C. la Dacia romana fu abbandonata dall’imperatore Aureliano (l’imperatore delle spesse e lunghe mura di Roma) preoccupato di ridimensionare i confini dell’Impero, ritirandosi dai salienti più esposti. Fu così che le più compatte collettività latinizzate sulle fertili e ricche regioni del basso Danubio furono lasciate in balia delle invasioni. La sopravvivenza latina della Romania è quasi un miracolo. Perciò i problemi attuali romeni hanno radici antiche.

Alla caduta dell’ultimo conducator, Micele Ceauscescu, centomila minori erano mantenuti negli orfanotrofi di Stato, senza contare i molti altri dispersi alla ventura in tutto il paese. I governi post-comunisti non si sono peritati di controllare le adozioni dall’estero che si sono affollate fin dal primo momento. All’inizio degli anni ’90, secondo i dati dell’UNICEF, i due terzi delle adozioni internazionali seguite dall’Onu scaturivano dalla Romania. Ma non si è instaurata nel frattempo una eguale etica, soprattutto una corrispondente sollecitudine di monitoraggio, di esame oculato sia da parte delle istanze internazionali sia dalle autorità nazionali sul passaggio e l’esito di tutte queste adozioni. Quali e quanti casi di traffico d’organi e di prostituzione di bambini romeni si sono avuti? Sospetti ed inquietudini non hanno smosso abbastanza i vari governi. L’emigrazione incontrollata di questi ultimi anni dall’Est europeo ha coinvolto anche il traffico di minori dalla Romania. Si sa per certo soltanto che 48 mila minori si trovano ancora negli asili di Stato.

Adriano Nastase, Primo Ministro, e Ion Iliescu, Capo dello Stato, ex comunisti convertiti alla Social-democrazia euroccidentale (Lenin nemico giurato di tutti i socialdemocratici dovrebbe rivoltarsi nella tomba) vincitori delle ultime elezioni, hanno bloccato tutto il processo e la liberalità delle adozioni internazionali in Romania. "Anche un solo sospetto - ha dichiarato Nastase a proposito di adozioni criminalizzate - nuoce innanzitutto all’immagine del Paese".

Le nuove disposizioni del governo Nastase indicano come privilegiate solo le adozioni nazionali (ma si sono manifestate debolmente fino ad ora), e le adozioni internazionali ammissibili soltanto a ragione e condizioni ben vedute e circostanziate. La Commissione Europea di Bruxelles si è dichiarata a favore ed ha distaccato a Bucarest una osservatrice severa, la baronessa britannica Lady Emma Nicholson of Winterbourn, che è una specialista delle adozioni internazionali. La missione statunitense presso la stessa Commissione europea si è pronunciata invece per la continuazione della liberalizzazione delle adozioni internazionali, salvo il rafforzamento delle cautele, in Romania, dove gli episodi negativi sarebbero limitati e controllabili, dove tante famiglie americane continuano a cercare e trovare tanti bambini romeni da gradire in seno ad esse. Davvero singolare è stata questa posizione presa dalla missione americana a Bruxelles.

Attualmente tutta la materia delle adozioni internazionali in Romania è in sospeso. Con la prostituzione, la criminalità organizzata, l’emigrazione clandestina e l’afflusso in Francia dei nomadi romeni (zingari) ha formato oggetto di conversazioni serrate tra Nastase ed il Ministro dell’Interno francese, Nicolas Sarkozy, che si sono incontrati a Bucarest ed a Parigi. La Francia, come l’Italia del resto, ha portato sempre un’attenzione particolare ai rapporti con la Romania. (Alberto Marinelli-Inform)


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