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INFORM - N. 206 - 30 ottobre 2002

RASSEGNA STAMPA

Il Giornale, 30 ottobre 2002

Piano triennale italiano di aiuti all'Argentina. Intervista al Sottosegretario agli Esteri Baccini

Sbarca in Argentina, il Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, e viene accolto con le attenzioni dovute ai capi di Stato. Il presidente Duhalde sposta in extremis l'udienza perché il volo transoceanico del nostro ha subito un paio d'ore di ritardo, il ministro degli Esteri Ruckauf gli appunta la gran croce dell'Orden de Mayo, i funzionari dell'Unido si fanno in quattro, e così i rappresentanti della comunità italo-argentina. Sarà forse perché Baccini non giunge a mani vuote? Infatti è qui per la firma dell'accordo con il Bid, Banca interamericana di sviluppo. E porta in dono 5 milioni di euro per un piano triennale di ripresa delle piccole e medie industrie argentine, che sarà gestito appunto dall'Unido, che è l'organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale.

Sottosegretario Baccini, ma Bossi lo sa di questi 5 milioni di euro all'Argentina?

"Il ministro Bossi è un autorevole esponente del nostro governo, e concorderà con me sicuramente che le imprese italiane e gli oriundi italiani vanno aiutati nei Paesi di adozione".

Con solo 10 miliardi di vecchie lire?

"E' già aperto anche un credito di aiuto di 75 milioni di euro, sempre per le piccole e medie imprese argentine e italo-argentine. Per progetti di elevato impatto occupazionale".

Altro ancora?

"Ci sono ulteriori iniziative a sostegno di interventi socio-sanitari: 25 milioni di euro per l'acquisto di medicinali e apparecchiature sanitarie. Abbiamo finanziato 14 progetti di Organizzazioni non governative, per le sacche più emarginate: soprattutto bambini, donne e anziani, i più penalizzati dalla crisi argentina"

Però questi aiuti cadono insieme a una finanziaria che non è poi così di vacche grasse per la patria.

"Io non posso dimenticare che nell'ultimo dopoguerra l'Argentina mandava bastimenti di carne, per sfamare il popolo italiano stremato dalla guerra. E poi, queste nostre iniziative saranno ripagate a breve termine col trasferimento di tecnologia italiana e l'accesso per le nostre imprese al Mercosur, un mercato di oltre 200 milioni di consumatori".

Perché la gestione di questo ultimo stanziamento è affidato all'Unido?

"Perché quelle delle Nazioni Unite sono agenzie specializzate che consentono, su progetti mirati, di raggiungere gli obiettivi che il governo italiano si prefigge. Pochi giorni fa la Camera ha approvato, quasi all'unanimità, una risoluzione a sostegno delle iniziative assunte dal governo in America latina, e in Argentina in particolare, ritenendole tra le priorità della nostra politica estera". (Gianni Pennacchi)


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