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INFORM - N. 206 - 30 ottobre 2002

Norberto Lombardi: La Finanziaria un severo banco di prova per le politiche rivolte agli italiani all’estero

ROMA - Anche per le politiche rivolte agli italiani all’estero, naturalmente, la Finanziaria rappresenta un banco di prova. Tanto più severo quanto più enfatico e "mitico" è l’indirizzo politico impresso alla conduzione del ministero per gli Italiani nel mondo, che avrebbe dovuto e dovrebbe segnare, per autoproclamazione dello stesso ministro, il punto di svolta nel rapporto con le nostre comunità. Tra l’altro, quando il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria ha elencato una serie di tradizionali obbiettivi da perseguire nel campo delle politiche per gli italiani all’estero, si è detto che avevamo finalmente varcato la soglia di un’era nuova. Per adesso, almeno sotto il profilo delle scelte di spesa, la cosa, diciamo così, non risulta. Nel senso che tra la poesia delle intenzioni e delle proclamazioni e la prosa delle cifre e delle disponibilità aritmeticamente elencate c’è una differenza piuttosto cruda.

E’ quanto afferma Norberto Lombardi, coordinatore del Forum per gli italiani nel mondo, in un articolo - di cui riportiamo alcuni stralci - che compare su "DS/Cittadini del mondo", il mensile dei Democratici di sinistra per gli italiani all’estero.

Le proposte avanzate dal governo - rileva l’esponente dei Ds - di cui fino a prova contraria il ministero per gli Italiani nel mondo fa parte, si limitano al riconoscimento della spesa storica, con qualche significativo arretramento (assistenza indiretta, manifestazioni culturali ed artistiche, ecc.) e qualche vistosa elusione di esigenze addirittura ordinarie (elezioni Comites e CGIE, funzionamento organismi di rappresentanza), puntualmente segnalata dal Comitato di presidenza del CGIE.

La staticità della proposta è ancora più stridente se si misura con l’urgenza di alcuni bisogni, come la spirale di acuto disagio sociale che si manifesta in alcuni paesi dell’America Latina, la necessità di prepararsi al voto e di bonificare strutturalmente l’AIRE, l’impegno di rafforzare nelle giovani generazioni la passione della ricerca di una complessa identità, ora che le prime generazioni stanno arrivando anagraficamente alla loro maturazione. Non a caso, il CGIE aveva segnalato almeno tre scelte indifferibili: un congruo aumento dei fondi per l’assistenza diretta, una solida dotazione delle risorse per i Comites, oggi impantanati in una deludente ordinarietà, e il riconoscimento, nei fatti e non solo nelle parole dei comunicati, dei diritti previdenziali degli anziani residenti all’estero nella stessa misura in cui vengono soddisfatti in Italia. Su nessuna di queste cose la proposta presentata dal governo ha mosso un dito.

Per questa ragione - ricorda Lombardi - le forze parlamentari dell’Ulivo si sono trovate nella condizione di doversi assumere una responsabilità complessiva, praticamente "di governo", sia pure da un’angolazione di opposizione, presentando un corpo organico di emendamenti che raccolgono e migliorano le richieste avanzate dal CGIE.

Di fronte a questa iniziativa, per altro aperta al contributo migliorativo e al sostegno di parlamentari di diverso orientamento, il ministro Tremaglia ha ritenuto di presentare al governo le stesse richieste avanzate dal CGIE, per altro mentre la Finanziaria è già all’esame della Camera. Non era opportuno farlo prima che la Finanziaria fosse presentata? E se è stato fatto, quali sono state le ragioni che hanno indotto il governo a non tenerne conto?

Ad ogni modo, visto che i cittadini italiani all’estero dovranno tra poco partecipare alle scelte politiche fondamentali del paese, è bene che s’incomincino ad abituare a qualcosa che forse nei loro luoghi di residenza non vedono di frequente, vale a dire a un ministro che presenta gli emendamenti al governo ed a un’opposizione che deve farsi carico di un pacchetto organico di proposte e di interventi. Al di là delle stranezze - conclude Lombardi - c’è ancora il tempo di raccogliere tutte le energie non irretite nei giochi di propaganda e di concorrere concretamente alla ricerca di soluzioni reali per i problemi aperti. Ancora una volta conteranno i fatti, non le parole ed i messaggi. (Inform)


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