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INFORM - N. 206 - 30 ottobre 2002

Ciampi ai giovani: "Si può servire la Patria col volontariato nell'interesse della società e per il bene soprattutto dei più deboli"

RAVENNA - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nella terza ed ultima giornata della sua visita in Emilia-Romagna, ha incontrato a Ravenna, le autorità politiche, civili e militari ed i Sindaci della Provincia. Nel suo discorso Ciampi, dopo aver sottolineato i successi registrati in campo economico dalla provincia ravennate, ha affrontato i problemi che derivano dall’evoluzione della società e dalla fine della famiglia patriarcale, come l'insufficiente assistenza casalinga ai malati, la solitudine degli anziani o il disagio giovanile.

A questi problemi - ha rilevato il Presidente Ciampi - lo "stato sociale", o assistenziale, per quanti progressi siano stati fatti in questa direzione, non può offrire risposte compiute. Una parte delle risposte deve venire, e sta venendo, dalla società civile: una società dove il fenomeno del volontariato - nel senso più largo del termine, includendo nel calcolo anche le decine di migliaia di obiettori di coscienza impiegati in questi ultimi anni in tutti i settori del servizio civile - ha assunto dimensioni notevoli, fra le più elevate nell'ambito di tutti i Paesi europei. La fine ormai prossima del servizio militare obbligatorio, e quindi delle "obiezioni di coscienza", provocherà, e in parte sta già producendo, una grande flessione nel numero dei volontari. Il rapporto del luglio scorso sul servizio civile in Italia prevede, per la fine di quest'anno, un vuoto di 20 mila giovani in servizio civile, a confronto di una domanda di tutti gli enti convenzionati per oltre 85 mila posti d'impiego.

Come provvedere? -si è chiesto il Capo dello Stato -. Si è già incominciato a dare una prima risposta con l'inizio, in via ancora sperimentale, del servizio civile volontario, fin d'ora aperto anche alle ragazze, con una durata di 12 mesi dell'impegno assunto. Per ora, la quasi totalità dei volontari del servizio civile è composta da donne. Si stanno raggiungendo cifre inaspettatamente alte: sono già duemila le giovani volontarie del servizio civile, e ci si avvicinerà presto all'obiettivo di 7-8 mila per questa fase che, ripeto, è sperimentale.

Molto ci sarebbe da dire su questa grande novità, e sulla corsa contro il tempo impegnata per ottenere, (quando fra pochissimi anni finirà il servizio di leva, e quindi l'afflusso degli obiettori di coscienza), un numero di volontari del servizio civile, in tutti i suoi rami - assistenziale, sociale, educativo, culturale, o nell'impegno per la salvaguardia dell'ambiente, o nella cooperazione allo sviluppo anche oltre i nostri confini - pari alla domanda di volontari dei tanti enti convenzionati che ne hanno bisogno, come degli enti locali.

Mi limito per ora - ha concluso Ciampi - a proporre all'attenzione della società italiana questo grande tema, di cui così poco si parla, e di cui quindi poco si sa. Ai giovani e alle giovani dico: si può servire la Patria militando come volontari in uno dei molti settori del servizio civile, nell'interesse della società, per il bene soprattutto dei più deboli, così come vestendo l'uniforme, al servizio della sicurezza e della pace. Si hanno, in ambedue i casi, anche vantaggi pratici. Ma soprattutto si può vivere un periodo di formazione che può risultare determinante per tutta la propria vita. E' importante un periodo della gioventù dedicato alla collettività, e vissuto in collettività, sia in armi, sia senza armi. (Inform)


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