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INFORM - N. 204 - 28 ottobre 2002

Alla presenza dei Ministri Sirchia e Tremaglia nasce la rete degli Ospedali italiani nel mondo

L'obiettivo è quello di migliorare le prestazioni sanitarie per le popolazioni locali e per i nostri connazionali all'estero.

ROMA - E’ stato firmato a Roma, dai rappresentanti delle nostre strutture ospedaliere operanti all'estero, l'atto di adesione all'Alleanza per l'Integrazione e la Promozione degli Ospedali Italiani nel Mondo (IPOCM). E’ avvenuto al termine della "Prima Conferenza per l'integrazione e la Promozione degli Ospedali Italiani nel Mondo, due giorni di dibattito promossi dal Ministero della Salute in collaborazione con il Ministro per gli Italiani nel mondo, il Ministero degli Esteri, il Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie ed il Ministero dell'Istruzione. Un innovativo accordo, quello firmato a Roma il 28 ottobre, che sancisce la nascita di una nuova Associazione e che si prefigge di migliorare il livello qualitativo delle prestazioni sanitarie offerte alle popolazioni locali ed ai nostri connazionali residenti all'estero dai 22 ospedali italiani e dai 20 centri di cura con assistenza italiana che operano in quattro continenti.

Il progetto - che prevede anche la graduale creazione di un'apposita rete telematica che diverrà pienamente operativa a partire dal 2005 e porrà in diretto collegamento le strutture ospedaliere all'estero con i centri d'eccellenza della sanità italiana - si prefigge di migliorare la diagnostica e gli aspetti organizzativi della rete ospedaliera all'estero, di promuovere una mirata formazione del personale sanitario, di favorire l'attuazione di gemellaggi tra gli ospedali nel mondo ed i migliori centri di cura in Italia e di acquisire, al fine di promuovere programmi di cooperazione e sviluppo mirati ed adeguati, una migliore conoscenza delle esigenza sanitarie dei nostri connazionali all'estero e delle popolazioni d'accoglienza. Per il coordinamento degli interventi verrà inoltre creato uno specifico Comitato istituzionale, formato dai rappresentanti dei Ministeri interessati, che sarà caratterizzato anche dall'attiva presenza degli esponenti delle ONG, dei religiosi e del mondo imprenditoriale. In questo contesto, per dare maggiore continuità ed incisività all'iniziativa, saranno realizzati specifici incontri con cadenza annuale tra tutti i delegati, e, per assicurare il sostegno dei governi locali e favorire lo scambio di informazioni e di esperti, saranno stipulati appositi Memorandun d'intesa tra il Governo italiano e le istituzioni che ospitano nel loro Paese le nostre strutture ospedaliere.

Nel corso di una conferenza stampa il ministro della Salute Girolamo Sirchia, dopo aver ricordato che questa iniziativa innalzerà il livello delle prestazioni sanitarie offerte ai pazienti dagli ospedali italiani nel mondo e dalle strutture ospedaliere dei Paesi d'accoglienza, ha sottolineato come questa importante rete verticale favorisca la crescita, nell'ambito territoriale degli ospedali, di nuove ed efficaci strutture primarie. Un "irraggiamento" di italianità che, secondo il Ministro, consentirà alle imprese italiane "di entrare, guadagnare ma anche di contribuire alla crescita dei Paesi meno abbienti". Per Sirchia inoltre le Nazioni in via di sviluppo, prime fra tutte quelle africane, non sembrano più interessate a meri interventi di beneficenza, bensì anelano alla costruzione di una fattiva collaborazione con l'occidente che consenta la creazione di un nuovo mondo. "Usiamo gli ospedali italiani come fari di civiltà - ha concluso il ministro - affinché aprano la strada alle imprese italiane e diffondano nel mondo i valori dell'italianità".

A sua volta, il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha in primo luogo evidenziato come con questa iniziativa si pongano all'attenzione le grandi potenzialità della società civile italiana nel mondo. Dopo aver annunciato la data del grande convegno sull'esercizio del voto all’estero (si terrà a Roma dal 16 al 18 dicembre prossimo), Tremaglia ha rilevato come gli italiani nel mondo, pur non avendo adeguata visibilità, rappresentino una grande risorsa e ricchezza dell'Italia in chiave culturale, economica e politica. "Con questa prima operazione di carattere sanitario che io apprezzo in modo particolare - ha concluso Tremaglia - è iniziata la stagione dei diritti degli italiani nel mondo e questo vuol dire che i nostri connazionali all'estero devono ottenere le medesime prerogative dei cittadini che vivono in Italia".

Dopo un breve intervento del vice direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina, ministro Stefano Ronca - volto a ricordare la costante azione di supporto esercitata della rete diplomatica nei confronti degli ospedali italiani nel mondo e la preziosa esperienza accumulata in questo ambito dai Paesi dell'Unione Europea - ha infine preso la parola il rappresentante del Presidente del Consiglio presso il G8 per le problematiche africane Alberto Michelini che ha espresso il suo apprezzamento per l'iniziativa messa in campo dai ministri Sirchia e Tremaglia ed ha sottolineato la necessità di dare al più presto risposte concrete all'emergenza sanitaria del continente africano: ogni giorno il flagello dell'AIDS miete in Africa innumerevoli vittime. Una problematica devastante che sarà affrontata dall'Italia sia attraverso un graduale aumento dei capitali per la cooperazione allo sviluppo, sia con la razionalizzazione e il miglioramento dei servizi professionali offerti in campo sanitario. (Lorenzo Zita-Inform)


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