* INFORM *
INFORM - N. 203 - 25 ottobre 2002
Finanziaria: uno per uno gli emendamenti chiesti al Governo da Tremaglia. Dalla solidarietà ai connazionali indigenti al miglioramento dei sistemi informatici
ROMA - Nel dettaglio, gli emendamenti proposti dal Ministro Tremaglia sono così articolati:
- per il capitolo delle spese di funzionamento degli organismi di rappresentanza, viene richiesto l’aumento da 5 milioni a oltre 9 milioni e 200mila euro dei fondi per le elezioni dei Comites e da 774mila a 1 milione e 704mila euro per quelli per le elezioni dei CGIE. Chiesto anche l’accorpamento in un unico capitolo dei contributi ai Comites di Europa, Americhe, Africa, Mediterraneo e Medio Oriente, aumentandolo da 2 milioni a oltre 8 milioni di euro e intestandolo alla Direzione Generale degli Italiani all’Estero.
- per gli interventi di solidarietà, è stato richiesto l’aumento da 13 milioni e 400mila euro a quasi 19 milioni di euro per l’assistenza diretta ai connazionali indigenti;
- l’emendamento alla voce "Promozione della cultura italiana" chiede l’incremento da 28 milioni e mezzo a 31 milioni e mezzo di euro per i contributi agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana;
- per il censimento e l’anagrafe dei cittadini italiani all’estero è stato richiesto l’incremento dei fondi di 500mila euro, in modo da portare le disponibilità da 2 milioni e 700mila euro a oltre 3 milioni e 200mila;
- chiesti più soldi anche le apparecchiature informatiche e lo sviluppo dei sistemi: da 8 milioni e 500mila euro a 12 milioni e 900 mila nel primo caso, da 6 milioni 600mila a 8 milioni 600 mila nel secondo;
- infine, per la retribuzione del personale assunto a contratto negli uffici all’estero, è stato chiesto un aumento degli stanziamenti da 94 milioni e 220 mila euro a 96 milioni e 220 mila euro.
Per la copertura degli stanziamenti è stato previsto di attingere al Fondo di accantonamento del Ministero degli Affari Esteri. "E’ l’inizio di una nuova battaglia a favore degli italiani nel mondo", ha spiegato Tremaglia. "Dedicheremo tutte le nostre energie affinché, nel momento in cui il Governo delinea le linee economiche dei prossimi anni, i connazionali all’estero siano considerati alla stessa stregua dei cittadini in Patria. Loro sono ormai a pieno titolo parte della Costituzione Italiana. Come tali, quindi, devono essere trattati". (Inform)
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