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INFORM - N. 201 - 23 ottobre 2002

Il Nordreno Westfalia ha deciso di sopprimere le lezioni di madrelingua per gli alunni stranieri

FRANCOFORTE - Il Webgiornale (http://www.webgiornale.de) del 23 ottobre apre con questo ironico intervento del docente Salvatore Caputo sulla decisione del Nordreno Westfalia di sopprimere i corsi di madrelingua per gli alunni stranieri, quindi anche i corsi di italiano per i figli dei connazionali.

A cosa serve l’Italiano? Ovviamente a poter ordinare in pizzeria una pizza "Quattro stagioni" senza problemi. A cosa serve il Turco? Per pronunciare correttamente la parola "Döner" e non dover correre il pericolo di ricevere, per errore, un "Dürüm". Per questi fini ed altri futili motivi esiste (esisteva?) in NRW la MSU, Muttersprachlicher Unterricht, secondo una sigla a cui eravamo felicemente - insegnanti, allievi, genitori - abituati. In un’Europa di giorno in giorno sempre più unita - solo dall’Euro e sulla dichiarazione di buoni intenti dei nostri governanti!- , la notizia della decisione presa dal governo del Land NRW di sopprimere le lezioni di madrelingua per gli alunni stranieri presenti sul territorio di competenza, non può farci che piacere. E ben venga anche il licenziamento dei circa 1350 insegnanti di varia nazionalità che, per decenni - spesso in situazioni e contesti lavorativi al limite di ogni standard di decenza per un insegnante -, hanno lavorato con retribuzioni ben più basse degli omologhi colleghi tedeschi. Non si accorgeranno di certo - loro e i componenti delle loro rispettive 1350 famiglie - della differenza tra il poco che guadagnavano ed il niente che guadagneranno. Di queste persone, del loro patrimonio di esperienze professionali, delle loro competenze in ambito sociale, delle loro doti umane, il Land NRW non ha (più) bisogno.

E sulla base di una ragione senza logica motivata dall’ "Ubi maior minor cessat" del risanamento dei conti pubblici, ci si può anche concedere il lusso di infischiarsene del PISA-Studie, che pure l’attuale coalizione di governo spesso ha usato come arma elettorale per sconfiggere la (presunta?) rozzezza argomentativa dell’opposizione.

Che il PISA-Studie abbia dimostrato che, laddove l’apprendimento della lingua del Paese ospitante viene affiancata al parallelo e continuato uso ed apprendimento della madrelingua, vi sono maggiori chances di successo per l’integrazione scolastica e sociale di bambini/alunni stranieri, poco importa. Per risanare le casse del Land si è disposti a qualunque sacrificio, anche a rimangiarsi con nonchalance i risultati del PISA-Studie! In barba alla pedagogia, alla didattica, alla linguistica teorica e/o applicata ed al buonsenso. Il processo di "integrazione" degli stranieri (e dei loro figli!) in Germania va da ora in avanti condotto su due binari:

1) "germanizzazione" degli alunni stranieri - e, di riflesso ma non soltanto, delle loro famiglie - attraverso l’uso lobotomizzante della lingua tedesca ed il ricorso alla "integrazione obbligatoria" (o, meglio, "omologazione") nel non facile tessuto sociale tedesco;

2) "acculturazione forzata", operata con l’ausilio di massicce dosi di Sauerkraut e Schalgersänger propinati a colazione agli stranieri riottosi.

A cosa serve il Polacco? La risposta è: "A nulla!" I bambini polacchi che risiedono in Germania non hanno alcuna necessità di mantenere la loro identità culturale di cui la lingua rappresenta il veicolo e l’essenza fondamentale. A cosa serve il Greco? I bambini greci potranno fare le loro vacanze a Patrasso dai nonni, senza dover necessariamente comprendere qualcosa di ciò che vien loro detto da amici e parenti! A cosa serve il Portoghese? Una ragazza portoghese residente in Germania non avrà mai bisogno - senza ombra di dubbio!- di doversi recare, per motivi di studio e/o di lavoro, nella terra dei suoi genitori, dei suoi antenati. A cosa servono il Serbo, il Croato, il Bosniaco? Che queste lingue - e le culture che esse rappresentano - scompaiano, non è di pertinenza degli organi di governo di uno Stato democratico come quello tedesco. Che si rassegnino ad essere spazzate via dalla faccia del pianeta - con o senza il ricorso ad una "necessaria guerra"! - che, nella sua proiezione globale, necessita solo dell’Inglese. Si badi bene, non quello di Shakespeare, Byron ed altri grandi poeti e scrittori, siano essi rappresentanti del passato o contemporanei. Non certo l’Inglese erudito di un non-inglese come Oscar Wilde, ma il ridotto e riduttivo linguaggio delle transazioni finanziarie, delle quotazioni in borsa e degli hamburgers di Mc Donalds.

Quello stesso Inglese che la scuola in Germania affianca, di buon grado, al Tedesco nella sua crociata contro l’ignoranza dello straniero che non può (non vuole?) essere "integrato" (?) nel suo ordinato tessuto sociale. Poco importa se finirà in una delle famigerate Sonderschulen dalla quale non uscirà più. Tali strutture - create originariamente in base ad una corretta prospettiva di emergenza pedagogica - sono divenute ormai obsolete e ghettizzanti sia per i bambini portatori di handicap che per gli alunni stranieri per i quali sono state elevate nel tempo al rango di "refugium peccatorum". Ricordo a titolo d’esempio - e solo per amor di cronaca, più che di polemica fine a se stessa - che in Italia le scuole speciali sono state abolite per legge già nel lontano 1977! Poco importa se il medesimo alunno intraprenderà una carriera di disoccupazione a lungo termine, di dipendenza dalla Sozialhilfe e, talvolta, di avviamento a condotte di tipo deviante. Se il bambino (l’adulto) straniero non comprende il Tedesco gli si potranno attribuire facilmente tutte le colpe del suo isolamento e dei suoi fallimenti. Per questo stesso straniero il "fratello benefattore" tedesco si premurerà di organizzare - finché la volontà ed i fondi glielo permetteranno! - , di tanto in tanto, una "Settimana del concittadino straniero", in un contraddittorio linguistico che possiede tutto l’amaro sapore di una presa in giro. Un filosofico - e razionale! - "aut aut" impone una scelta tra i termini "concittadino" o "straniero". Esprimersi contemporaneamente a favore di entrambe rasenta la sindrome schizofrenica o sottende anche l’esistenza di ibridi da manipolazione genetica come la "patata-banana" o il "Wurst-pennastilografica". Poco importa che gli insegnanti MSU di ogni nazionalità si trasformassero - camaleonticamente e all’occorrenza, in base alle situazioni emergenti - in assistenti sociali, interpreti, traduttori, appianatori di conflitti, interfacce viventi delle differenze culturali tra la loro utenza e i colleghi e/o le istituzioni tedesche. Poco importa che alcuni tra questi colleghi e, peggio, alcune tra queste istituzioni fossero talvolta i promotori di forme piccole e grandi, subdole e aperte di boicottaggio dei loro corsi, del loro lavoro e - talvolta!- della loro persona. In un’Europa contraria ad ogni forma di irrigidimento nazionalistico, non si ha più bisogno di frontiere e quindi - questa la logica "causa-effetto" del governo del NRW - nemmeno del rispetto dell’identità culturale dei vari popoli che ne fanno parte, delle loro radici storiche e dei loro patrimoni linguistici. Non tenendo conto che gli stranieri, a cui un’eventuale abolizione dei corsi MSU toglierebbe un’ulteriore possibilità di espressione (in qualche caso l’unica, nella propria lingua d’origine!), sono gli stessi che con troppi doveri e quasi nessun diritto hanno contribuito in modo sostanziale al miracolo economico del "made in Germany" ed al consolidamento della struttura economica tedesca.

"El sueno de la razon genera monstruos", è il titolo il titolo di un famoso disegno di Francisco Goya. La ragione del governo del Land NRW sembra sia divenuta la trasposizione, in forma letargica, delle figure del pittore spagnolo. Anche i ragazzi e le ragazze spagnoli avranno, tra qualche anno, la necessità di ricorrere ad un traduttore (a pagamento!) per comprendere un semplice titolo di un quadro. E la loro ex cultura di origine. Concordo, senza dubbio, sulla necessità-obbligo morale da parte degli stranieri di imparare la lingua del paese ospitante e di conoscerne, quanto meno negli elementi essenziali, la cultura, gli usi, i costumi e le tradizioni. A cosa servono l’Albanese, l’Arabo, il Curdo, il Macedone, il Russo?

A cosa serve la MSU? (Salvatore Saputo-de.it.press/Inform)


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