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INFORM - N. 201 - 23 ottobre 2002

Vitaliano Vita (CGIE) sulla situazione in Venezuela

Dopo lo sciopero generale torna la calma, mentre i nostri connazionali attendono e sperano l'intervento dell'Italia

CARACAS - Lo sciopero generale si è concluso a differenza del precedente (11 aprile) senza complicazioni: un fallimento secondo gli uni, un successo per gli altri! A proclamare questa manifestazione di protesta sono stati la Ctv, la confederazione dei sindacati, e la Confindustria. Sciopero e serrata dunque. Non è la prima e non sarà l’ultima volta che le due categorie storicamente rivali si trovano sul set, insieme! Ne sa qualcosa la finanziaria del Governo Berlusconi...

In Venezuela lo strano matrimonio nasce da motivi diversi: i primi temono che l’elezione della cupola sindacale avvenga senza l'attuale struttura organizzativa, che diventi espressione diretta del voto dei lavoratori; gli altri invece che il Governo, forte delle entrate della industria di base (petrolio, ferro, alluminio ecc.) concentri la sua attenzione soprattutto verso le micro e piccole imprese, verso l'artigianato e l'agricoltura familiare... verso il popolo che vota e conta ormai come gli altri...

D'altra parte è innegabile che certe leggi che hanno favorito l'esproprio delle terre in favore dei contadini, abbiano creato allarme non soltanto tra i proprietari terrieri, molto spesso legati alle famiglie che contano... politicamente e finanziariamente

Le ingenue riforme costituzionali poi effettuate in nome della democrazia, in una atmosfera da complesso di colpa, da chi vuol farsi perdonare trascorsi golpisti, hanno completato l'opera, introducendo nella Costituzione principi che consentono ampie libertà di comportamento... capaci di degenerare in sovversione; perciò c'è poco de recriminare, né ci si può illudere che, per amor di patria, qualcuno rinunci a difendere la propria esistenza, già che siamo arrivati al "mors tua vita mea"!

Figuriamoci se non ne approfittavano i media, che, in tanta Democrazia, hanno visto crescere il loro ruolo e la possibilità di contrapporsi legittimamente al potere costituito. Cosi tra una strategia e l'altra il Venezuela, più diviso che mai, è arrivato al golpe dell'11 aprile e quindi allo sciopero generale di ieri, che, se doveva dimostrare qualcosa, ha lasciato chiaramente intendere che la divisione e' netta e che esiste una sola possibilità di risolvere il conflitto: attendere, come suggerisce Annan, attendere che le cose cambino, che i tempi maturino... se si vuole, democraticamente, cambiare l'ordine delle cose. Diversamente per quello che si vede e si sente, vivendo in Venezuela, il pericolo di un conflitto sanguinoso e' vero e reale.

Tra quelli che devono attendere e sperare che le cose cambino (naturalmente in bene) ci sono anche i due milioni di italiani che vivono in Venezuela, ci sono anche i loro figli che ormai alle soglie della vita vedono le speranze di un divenire migliore allontanarsi, con la prospettiva di dover vivere di ricordi, di quando il Venezuela era potente e ricco... ci sono anche loro, sono centinaia di migliaia quasi tutti colti, laureati o super diplomati, con un bagaglio di cultura da primato: tre, quattro lingue, specializzazione informatica, master, specializzazioni. Eccoli là, delusi e pronti a partire... o a rimanere, se l'Italia darà loro una mano... se certe leggi oggi in vigore, come il credito d'onore, le agevolazioni alle micro imprese, all'imprenditoria giovanile e femminile, verranno estese anche agli italiani che vivono all'estero... se certe leggi, come il finanziamento previsto dall'ex Ossola per le joint venture, verrà esteso ad iniziative fondate sull'individualismo imprenditoriale italiano, così da poter dare vita ad attività artistiche, artigianali, dell'abbigliamento, dell'alimentazione, dei prodotti tipici regionali.

E' quanto, in una lettera preoccupata ed appassionata, abbiamo chiesto al Ministro degli italiani nel mondo, al Ministro del Tesoro ed a quello del Lavoro: estendere, come già fatto per altre leggi ed in circostanze analoghe, questi benefici ai giovani italiani residenti in America Latina. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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