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INFORM - N. 200 - 22 ottobre 2002

Arte con luci di Gabriele Amadori a Copenaghen

COPENAGHEN - E' imponente lo spettro di luci dinamiche su un gigantesco mulino a vento che gira nell'aria e si staglia nel buio sul mare di Copenaghen. L'effetto lo ha creato l'italiano Gabriele Amadori che, insieme a molti altri artisti europei, partecipa con la sua opera alla manifestazione Lux Europae in corso nella capitale danese che ospita la presidenza UE, fino al 5 gennaio.

Ogni sera gli abitanti di Copenaghen possono ammirare le tante installazioni luminose con degli effetti speciali che le rendono vere e proprie opere d'arte disposte in diversi punti della città. Ma l'enorme struttura del moderno mulino a vento illuminato da Amadori con la sua dinamica ha una particolare spettacolarità. Gabriele Amadori è stato invitato in Danimarca dall'Istituto Italiano di Cultura che ha anche patrocinato il suo progetto formato da un impianto molto complesso. Per l'occasione si sono dovute fabbricare tre grandissime lampade a luce bianca con dei prismi capaci di operare con il movimento una formidabile scomposizione della luce nei colori complementari del rosso, del blu e del verde, proiettati sulle pale del mulino e nello spazio. Il resto lo hanno fatto l'abilità e l'esperienza di Gabriele Amadori che nei suoi progetti, allestiti in gran parte del mondo, è sempre riuscito a fare incontrare la scienza con l'arte.

Questo connubio fra l'arte e la scienza ha le prime origini nei suoi studi di ingegneria elettrotecnica e poi nella sua formazione a Praga, negli anni Sessanta, alla Lanterna Magica, in contatto con i migliori scenografi del mondo. "A me ha sempre interessato il mondo dell'interdisciplinarietà" dice Amadori. Sin dalla più giovane età il suo interesse per l'elettrotecnica applicata al mondo della luce e dell'ottica si è accompagnato alla passione per il teatro e per la pittura. Con i suoi quadri ha allestito finora 250 mostre in giro per il mondo e poi, come light-designer, ha progettato innumerevoli installazioni illuminotecniche in Italia e all'estero. "Il light-design", ci spiega, "è quello che mi ha aiutato di più a trovare degli altri linguaggi nel connubio fra arti figurative, musica e tecnologia. E il mondo dell'ottica mi è servito per ideare una macchina che ho chiamato Tableau Vivant, che è la sintesi di tutti i miei interessi culturali. Questa macchina ha circa 100 motori che muovono altrettanti allestimenti scenici composti da 600 diversi elementi che cercano di rappresentare la musica nel tempo reale". Il Tableau Vivant, uno spettacolo che fonde musica, azione e pittura, è stato realizzato per Bologna 2000. Sponsorizzato dall'Unesco, oggi è in tour europeo fino al 2004 dove terminerà con l'Espò di Barcellona.

La descrizione del progetto di Amadori può essere consultata nel sito: http://www.luxeuropae2002.dk/ e nel sito: http://www.visitcopenhagen.dk/composite(1761).htm. (Inform


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