* INFORM *

INFORM - N. 199 - 21 ottobre 2002

L’editoriale della rivista scalabriniana "L’emigrato"

Nuova legge sull’immigrazione. Chi aiutare? Il primo aiuto va dato all’attuale governo…

Non è una buona tattica, e non tiene conto degli effetti deleteri, rimarcare che la legge Bossi-Fini è incapace di contrastare l'immigrazione clandestina. Non è saggio prendere in giro l’inedita coppia, se dopo i proclami di tolleranza zero ha avviato la più grande sanatoria dacché l’Italia è terra di immigrazione. E’ poco prudente accusare la destra di incapacità nella gestione dell’immigrazione, se l’efficienza significa pugno duro e mano pesante. La saggezza consiglia di non stuzzicare il cane che ringhia.

E’ pur vero che mentre gli estensori dell’attuale normativa hanno speso le loro migliori energie sugli articoli che riguardano le disposizioni contro le immigrazioni clandestine e le espulsioni, i fatti dicono che mai come in questo periodo ci sono stati tanti ingressi clandestini. Ed è vero che aver concentrato il fronte repressivo nei tratti di mare normalmente utilizzati per i trasbordi, ha avuto come unica conseguenza lo spostamento dell’immigrazione clandestina verso percorsi più lunghi e pericolosi, che in poco tempo hanno distrutto centinaia di vite umane.

Ma è controproducente fermarsi al dileggio e alla critica rabbiosa. Dal momento che questa legge bisognerà tenersela per qualche anno, l’unica via è di modificarla in alcune parti, suggerire aggiunte o sottrazioni che ne limitino i danni, prestarsi ad aiutare la coppia di neofiti.

Dopo essersi tappati il naso prima di entrare nell’impianto culturale sotteso alla legge, che si basa sulla restrittiva e distorta concezione della persona dell’immigrato come "lavoratore ospite", e addirittura facendo forza sul deleterio "contratto di soggiorno", si potrà ad esempio mostrare che aver tolto la figura dello Sponsor è un’insensatezza. Come si fa, infatti, a stipulare un contratto di lavoro con uno straniero senza averlo né visto, né conosciuto, ed impiegarlo in settori in cui è necessario un previo rapporto di fiducia? Lo Sponsor permetteva questo incontro, garantendo l’entrata e la permanenza in Italia per un anno per ricerca di lavoro. In alternativa allo Sponsor, si può facilmente dare avvio ad una modalità più volte proposta su queste pagine da Paola Scevi: prevedere che il permesso di soggiorno per turismo possa essere convertito in permesso per motivi di lavoro se nel frattempo è stato stipulato un contratto di lavoro. La bontà della proposta è evidente: da una parte permette l’incontro diretto tra domanda e offerta, dall’altra riconduce su percorsi di legalità il modo più comune di entrare in Italia per trovare lavoro, che è appunto il visto per turismo.

Altro aspetto importante: favorire i ricongiungimenti familiari, togliendo gli ammennicoli introdotti nella legge da chi evidentemente ha problemi adolescenziali irrisolti. Oltretutto è statisticamente provato che lavora meglio e dà meno problemi di ordine pubblico chi ha con sé la propria famiglia.

C’è poi tutta la materia riguardante il diritto di asilo che va rivista, perché è reale la preoccupazione che l’Italia possa divenire un paese nel quale si possano verificare gravi situazioni di abuso a danno dei rifugiati.

Il primo aiuto, insomma, va dato all’attuale Governo. Il secondo aiuto, vista l’attualità della "sanatoria", va dato a coloro che hanno alle loro dipendenze l’immigrata o l’immigrato irregolare. Il Comune di Venezia è intervenuto con gli euro per fare in modo che alcune famiglie, per paura di pagare i contributi assicurativi e previdenziali, allontanino le persone che le hanno servite e curate. La Migrantes nazionale è invece intervenuta con un supporto morale, invitando a mettersi una mano sulla coscienza. Motivo: sfruttare l’immigrato, come qualsiasi altra persona, non è meno grave di altri peccati che la tradizione cristiana ha messo in primo piano.

Il terzo aiuto va dato agli immigrati. No, non con forme di assistenzialismo, ma con sagge politiche di integrazione. Ma per questo ho seri motivi che sia necessario aspettare la prossima legge sull’immigrazione. (Gianromano Gnesotto*-L’emigrato/Inform)

* Direttore della rivista dei Missionari Scalabriniani "L’emigrato", Piacenza


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