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INFORM - N. 199 - 21 ottobre 2002

Carlo Consiglio (CGIE Canada) avanza dubbi sull’utilizzo dei contributi stampa ma il Corriere Canadese smentisce

TORONTO – "Quale utilizzo fa il Corriere Canadese, quotidiano stampato a Toronto, dei contributi che gli vengono erogati dalla Presidenza del Consiglio"? E’ la domanda che si pone Carlo Consiglio, componente del CGIE per il Canada, in una lettera a Bruno Zoratto, presidente della Commissione Informazione del CGIE, inviata per conoscenza al segretario generale Franco Narducci.

Premesso che egli ritiene le cifre corrisposte a titolo di contributo ad alcuni quotidiani italiani all’estero, "per quanto relativamente cospicue, sempre troppo basse stante la funzione rilevantissima che l'informazione ha avuto, ha e dovrà avere per noi italiani all'estero", e dopo alcune considerazioni di carattere generale "sull'esiguità, incongruità e, oserei dire, irrisoria quantificazione dei contributi corrisposti dalla Presidenza del Consiglio ai periodici italiani all'estero", Consiglio affronta la questione Corriere Canadese.

"Come potrai leggere dagli articoli pubblicati dallo stesso Corriere Canadese e che allego alla presente - scrive Consiglio -, a partire da qualche anno, ed esattamente da quando è iniziata l'erogazione dei contributi, il gruppo editoriale che pubblica il Corriere Canadese ha diversificato la propria attività pubblicando ed acquisendo giornali in lingua portoghese, spagnola, inglese ed altre, e con contenuti non italiani. Comprenderai che potrebbe sorgere il legittimo dubbio che con i contributi del Governo italiano destinati alla stampa italiana all'estero, che ribadisco sono insufficienti ed andrebbero sostanziosamente aumentati, si finanzi altra stampa etnica. Cosa che, se i dubbi fossero confermati, non mi sta bene e credo non stia bene a chi si interessa delle problematiche dell'emigrazione italiana nel mondo.

"In tutto questo, ad alimentare ancora il dubbio, è che il Consolato italiano di Toronto non svolge alcun ruolo se è vero, come è vero che da svariati anni non fa più da tramite con la Presidenza del Consiglio, non effettuando nemmeno quel controllo formale che invece fa per gli altri periodici.

"Ti sarei grato, presidente - conclude Consiglio -, se potessi porre in essere quelle iniziative per chiarire la situazione e darmi quelle risposte che mi confermino che i miei dubbi sono infondati, cosa che auspico nell'interesse della comunità che rappresento".

In serata è però arrivata la replica da parte di Elena Caprile, presidente della Italmedia, società editrice del Corriere Canadese, e direttore responsabile del quotidiano: Italmedia "smentisce categoricamente che i contributi erogati dalla Presidenza del Consiglio, Dipartimento Informazione e Editoria, vengano utilizzati, come scrive il signor Carlo Consiglio - consigliere C.G.I.E. per il Canada - in una lettera indirizzata a Franco Narducci, per finanziare altri giornali etnici. Si avvertono tutti coloro che hanno ricevuto la lettera del signor Consiglio che l'Italmedia adirà le vie legali in quanto ritiene che non si possano diffondere dubbi lesivi della reputazione della stessa società e della testata Corriere Canadese e notizie destituite di ogni fondamento". (Inform)


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