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INFORM - N. 199 - 21 ottobre 2002

Ciampi ad El Alamein: "Noi, i sopravvissuti, lo abbiamo giurato nei nostri cuori: mai più guerre fra noi"

EL ALAMEIN - "Oggi siamo qui, fraternamente uniti, a rendere onore a tutti i caduti di El Alamein: con commozione, con animo riconoscente". Lo ha detto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, intervenendo domenica 20 ottobre alla cerimonia internazionale per il 60° anniversario della battaglia di El Alamein.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il ministro della Difesa Antonio Martino, il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, il duca di Kent cugino della Regina d’Inghilterra, il primo ministro neozelandese Helen Clark, il governatore generale dell'Australia, Peter Hollingworth, oltre a cinquemila tra reduci di El Alamein e familiari dei caduti venuti da tutto il mondo.

Ciampi ha salutato tutti i reduci che ogni anno si riuniscono "in questa terra d'Egitto, movendo anche da Paesi lontani, come l'Australia e la Nuova Zelanda, dimentichi di essere stati avversari sul campo di battaglia, affratellati dalla memoria viva del dramma allora vissuto". Ha ricordato che "in tre epiche battaglie, tra il luglio e il novembre 1942, qui a El Alamein, ogni duna, ogni metro di deserto furono aspramente contesi. Vicino a noi, un'altura che a malapena si nota, quota 33, divenne una montagna conquistata, difesa, vinta e persa. Vi combatteste con eroismo, con l'onore delle armi. Tra i memoriali, al chilometro 111, una lapide italiana ricorda ‘mancò la fortuna, non il valore’. A nessuno mancò il valore. In migliaia caddero in quelle tre battaglie. Tanti compagni d'armi, tanti amici della mia gioventù non sono tornati".

"Oggi siamo qui, fraternamente uniti - ha proseguito Ciampi -, a rendere onore a tutti i caduti di El Alamein: con commozione, con animo riconoscente. Per anni i loro resti straziati sono stati cercati e ricomposti con religiosa pietà. Siamo grati a tutti coloro che si sono dedicati a questa pietosa opera, che hanno costruito i cimiteri, che hanno innalzato i monumenti per onorare il sacrificio dei caduti. Qui si sono affrontati oltre 300 mila giovani. Non sapremo mai quanti hanno lasciato la vita in queste battaglie. Molti giacciono senza sepoltura, ma non dimenticati. Oltre 16 mila sono stati raccolti nei sacrari del Commonwealth, italiano e tedesco, eretti alla loro memoria".

Il Presidente della Repubblica ha così continuato: "La guerra divise nazioni e popoli con comuni radici di civiltà e fitti legami di sangue e di amicizia. Dopo quelle epiche battaglie la guerra durò ancora a lungo. I totalitarismi furono sconfitti. Sono trascorsi sessant'anni. Il mondo è cambiato profondamente. Lo ha cambiato la stessa generazione che si era combattuta a El Alamein. Noi, i sopravvissuti, lo abbiamo giurato nei nostri cuori: mai più guerre fra noi. Abbiamo cercato di costruire un mondo diverso e migliore, più libero, più giusto. Le generazioni che non hanno vissuto la guerra devono avere piena consapevolezza delle conquiste di libertà e di democrazia. E difenderle col coraggio e la dedizione che Voi mostraste su questo campo di battaglia".

"Oggi – ha concluso Ciampi - siamo ancora una volta insieme in questo deserto, uniti da un comune ideale di civiltà, ad onorare, in questi luoghi che il sacrificio di tanti nostri compagni d'armi ha reso sacri, la memoria di quanti, di ogni Patria e di ogni Nazione, caddero qui combattendo. Possa il loro sacrificio, la loro memoria assistere noi e le future generazioni nell'affrontare con coraggio e con spirito di pace le prove che ci attendono". (Inform)


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