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INFORM - N. 198 - 18 ottobre 2002

Valutazioni positive sull’incontro di una delegazione italiana con il Sindaco di Zurigo

ZURIGO - Una delegazione del Comites di Zurigo ha avuto un incontro con il Sindaco di Zurigo Elmar Ledergerber lo scorso 27 settembre. La delegazione italiana era composta dal presidente Luciano Alban, da Dino Nardi e Leonardo Zanier, membri dello stesso organismo e da Luigi Fucentese, in rappresentanza del C.A.S.L.I., per i problemi scolastici. All'incontro ha partecipato anche Johanna Tremp responsabile del Fachstelle für interkulturellen Fragen.

Sono stati sostanzialmente affrontati quattro argomenti. Al primo punto la rappresentanza: a Zurigo vivono circa 106.000 stranieri senza alcun tipo di rappresentanza, nemmeno a livello consultivo. La comunità italiana di Zurigo è la più numerosa ed è composta da 15.771 persone cui cui vanno aggiunti 8.581 doppi cittadini. A livello cantonale i numeri sono i seguenti: 55.042 cittadini italiani e 32.712 doppi cittadini. È stato chiesto che le comunità straniere più numerose siano rappresentate in un Forum e che l'interlocutore diretto di questo Forum sia il Sindaco stesso. Si prevedono due incontri all'anno per discutere le varie problematiche delle comunità straniere.

Il secondo punto trattato è stato la questione dei "secundos". Dopo le manifestazioni del primo maggio, diversi giornali hanno parlato di questo problema in maniera assolutamente negativa. La gestione politica di questo argomento è stata pessima, il comportamento di alcune frange è stato presentato come un problema generale dei "secundos" i quali sarebbero più portati alla violenza. Il trovare capri espiatori di parte per ogni fenomeno - è stato rilevato da parte della delegazione - non aiuta la società di questo paese ad approfondire le cause che provocano determinati comportamenti. Questa sicuramente non è una buona pedagogia.

Altro argomento discusso è stato il problema degli anziani. A livello nazionale, il 12 per cento degli italiani residenti in Svizzera ha oltre 65 anni, questa percentuale è destinata ad aumentare in quanto sono sempre di più quelli che, una volta raggiunta l'età pensionabile, decidono di rimanere. Su questo punto il Sindaco ha prospettato che sarebbe utile fare un'inchiesta su 500-600 anziani per capire direttamente da loro quali sono le esigenze e le loro preoccupazioni.

Ultimo punto esposto è stato quello della scuola. A Zurigo ci sono scuole italiane, c'è il Liceo Artistico Italo-Svizzero che ha un'offerta molto inferiore alla domanda. Solo due nuove classi all'anno possono avere questa opportunità. Si è parlato anche del nuovo "progetto bilingue", che dovrebbe trovare attuazione già dal prossimo anno scolastico. Il problema sollevato di maggiore rilevanza riguarda i corsi di lingua e cultura Italiana. È risaputo che una buona identità culturale e linguistica favorisce maggiormente l'integrazione perché sono elementi che danno sicurezza psicologica e anche sociale, se questo aspetto viene inteso come valore aggiunto. Alcuni insegnanti locali non appoggiano questo tipo di corsi, mettendo così in difficoltà lo scolaro e i genitori che si sentono insicuri ed incerti. Abbiamo poi, in alcuni casi, il fatto grave di avere difficoltà di avere le aule necessarie per tali corsi.

La delegazione italiana dà una valutazione senz'altro positiva a quest'incontro. E' un importante aspetto politico dare voce anche a chi non è cittadino svizzero. Rispetto alle problematiche dei corsi c'è l'impegno del Sindaco di occuparsi eventualmente anche in prima persona. La forma e la rappresentanza del Forum - ha sottolineato Luciano Alban - verranno studiate e attuate a breve termine. Una maggiore spinta all'integrazione, anche politica, delle comunità straniere sarebbe utile anche alla società locale. Non è "normale" che una comunità di quasi il 30 per cento della popolazione abbia una valenza politica passiva. (Inform)


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