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INFORM - N. 197 - 17 ottobre 2002

"Paese mio": una mostra a Pratola Peligna in omaggio all’emigrante

PRATOLA PELIGNA - In occasione del Premio Internazionale "Emigrazione" è stata allestita a Pratola Peligna,organizzata dall'Associazione Culturale "La Voce dell'Emigrante" e dal Comune, la rassegna di arti visive "Paese mio". La mostra, curata dal critico Leo Strozzieri, ha avuto la collaborazione della Regione Abruzzo ed il patrocinio del Ministero per gli Italiani nel Mondo ed è documentata in un elegante volume per le edizioni Artechiara di Pescara.

Due le sezioni: una sala omaggio al maestro Achille Pace, tra i massimi protagonisti della ricerca astratta italiana nel dopoguerra, ed una sezione ad invito con undici artisti espositori. L'omaggio ad Achille Pace per i suoi ottant'anni si è concretizzato anche con il conferimento da parte dell'Amministrazione Comunale di una medaglia d'oro all'artista per i suoi meriti nel campo della pittura. Molisano di origine (è nato a Termoli), ma da sempre residente a Roma, Pace è stato il fondatore nel 1962 dello storico "Gruppo Uno" insieme a Biggi, Carrino, Frascaà, Santoro, Uncini. Questo gruppo, che ebbe l'appoggio critico di Argan, il quale lo ha anche inserito nella sua "Storia dell'arte", intendeva superare l'azzeramento linguistico della poetica informale attraverso appunto la ricostruzione di nuovi sentieri espressivi nel campo dell'arte. E Pace, in tal senso, è l'emblema di questo progetto innovativo, poiché attraverso l'uso del filo con cui esegue le sue opere, tende a ricondurre la pratica dell'arte al filo logico del discorso. La scelta di questo maestro per una mostra sul tema dell'emigrazione è motivata proprio dalla valenza simbolica del filo che lega l'emigrante alla sua terra d'origine dalla quale si è allontanato nella speranza di un futuro migliore per sé e per la propria famiglia.

L'altra sezione della mostra ha visto undici presenze a cominciare dagli scomparsi Remo Brindisi e Giuseppe Di Prinzio. E poi alcuni maestri ormai storicizzati come Salvatore Emblema, il ceramista Serafino Mattucci, i molisani Fernando Battista a suo tempo intimo amico di Guttuso, e Carma, Ettore Le Donne fondatore del Movimento Iperspazialista, Bruno Aller, Lia Garofalo, Eraldo Zecchini, Elio Di Blasio. Un piccolo campionario delle ricerche che si portano avanti oggi in Italia. In definitiva una manifestazione, quella di Pratola Peligna, che ha avuto per un verso il successo di pubblico e di critica, ma allo stesso tempo è servita a rinsaldare il legame tra gli emigrati e la loro terra d'origine. (Inform)


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