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INFORM - N. 197 - 17 ottobre 2002

Dalla Toscana il Pegaso per la cultura al "Pinocchio" Roberto Benigni

FIRENZE - Sarà Pinocchio, un Pinocchio speciale, in carne e ossa, a ricevere il Pegaso per la cultura 2003. La Regione Toscana ha infatti deciso di attribuire a Roberto Benigni il riconoscimento destinato ogni anno a personaggi che si sono affermati nel mondo della cultura. "Questo premio – ha detto il presidente della Regione Claudio Martini - vuole esprimere il grazie di tutta la Toscana a questo straordinario ‘giullare’ che da tanti anni ci fa allo stesso tempo ridere, commuovere, pensare. Benigni è un grande figlio della nostra terra, che ha contribuito come pochi altri a trasmettere un senso vivo, genuino e stimolante di ‘toscanità’: da Dante a Collodi, nel mondo creativo di Benigni c’è spazio per tutta la nostra storia e la nostra cultura".

Nato a Misericordia, nel comune di Castiglion Fiorentino (Arezzo), cresciuto a Vergaio (Prato), Benigni ha dato voce con la sua arte ai volti più diversi della nostra cultura, elaborandoli e trasformandoli con il suo genio. Dalle improvvisazioni con le ottave alla Divina Commedia, Benigni ha saputo toccare con leggerezza e poesia ogni nota della storia, della tradizione e della cultura toscana, creando modelli originali con i quali si è affermato in tutto il mondo. Premio Oscar con ‘La vita è bella’, Benigni ha anche portato in Italia e nel mondo i luoghi della Toscana, dalla Prato operaia di ‘Berlinguer ti voglio bene’, all’Arezzo del ventennio de ‘La vita è bella’. Ora, con Pinocchio, Benigni ha scelto un’altra espressione poetica e fantasiosa della nostra terra.

"Il Pegaso vuol essere un compagno e un augurio per il viaggio che questo ultimo film di Benigni si appresta a compiere in tutto il mondo. Sappiamo che grazie a lui e al suo Pinocchio il mondo conoscerà meglio anche la nostra terra, la sua gente". Il Pegaso per la cultura, già attribuito a personaggi come Mario Luzi, Jerzy Grotowsky, Eugenio Garin, Silvano Piovanelli e Giacomo Becattini, sarà consegnato a Roberto Benigni in una cerimonia in programma all’inizio del 2003. (mo-Inform)


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