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INFORM - N. 194 - 14 ottobre 2002

Oltre settecento partecipanti al convegno di Verona su "Cattolici e federalismo"

VERONA - "La situazione storicamente presente nel nostro paese impone un federalismo che non codifichi, o addirittura accresca, il divario oggi esistente nella disponibilità di risorse fra le diverse regioni ed aree del paese". Così si è rivolto il Presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini, agli oltre 700 partecipanti al convegno "Cattolici e Federalismo. Le proposte della società civile per i nuovi statuti regionali", svoltosi il 12 ottobre a Verona. L’appuntamento, organizzato dalla Fondazione "G. Toniolo" e da Retinopera, il manifesto promosso da personalità e rappresentanti dell’associazionismo cattolico, al quale aderiscono, tra gli altri, Savino Pezzotta, Luigi Bobba, Paolo Bedoni, Giorgio Vittadini, Luca Jahier e Sergio Marelli. "Questo manifesto - ha detto Luca Jahier, segretario di Retinopera nell’introduzione - vuole rimettere al centro la Dottrina Sociale della Chiesa, che si pone come risposta ad una domanda di senso, di verità, e di ricostruire il bene comune della società. L’Opera delle Reti si mette quindi al lavoro, partendo dalle iniziative sul territorio, dalla cultura, dalla scuola, dalla formazione, dall’Europa, dal federalismo".

Rispetto a quest’ultimo tema, il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, nel saluto iniziale ha affermato che è "importante abbandonare il vecchio paradigma gerarchico, connotato dalla collocazione sovraordinata del "pubblico" rispetto al "privato", ed acquisire come nuovo modello dell’organizzazione sociale ed economica, l’interconnessione tra le diverse realtà sociali, produttive ed istituzionali, pubbliche e private". Dello stesso avviso è Luisa Santolini, presidente del Forum delle Famiglie, che punta alla valorizzazione delle iniziative di solidarietà familiare e di volontariato, nonché alle forme associative, cooperative e di mutuo soccorso.

Nella sua relazione, il sociologo Luca Diotallevi ha tratteggiato la dimensione ideale dell’impegno politico del cattolico, riprendendo il noto concetto per cui "il cattolico per essere libero in politica deve essere libero dalla politica". Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ha ricordato come il compito del federalismo sia "di innovare le istituzioni democratiche, aprire alla partecipazione, avvicinare la politica alle persone, vedere che vi sia una vera partecipazione nelle scelte e nel controllo di esse". Nel far ciò vi è tuttavia "la necessità di leggi quadro su alcuni temi di fondo: non possiamo avere ventuno mercati del lavoro e ventuno sistemi sanitari. Occorre una omogeneizzazione".

Luigi Bobba, presidente nazionale delle Acli, ha sottolineato come, in questo processo di elaborazione dei nuovi statuti regionali, vi sia il rischio che "il conflitto tra le regole penalizzi i cittadini. Sono favorevole alla repubblica delle autonomie, non a quella dello "spezzatino". Non vorrei che il divario fra le regioni del sud e quelle del nord diventasse un fossato difficilmente colmabile. Diciamo sì ad un federalismo solidale e cooperativo e non ad un federalismo conflittuale e "a la carte"; sì ad un municipalismo comunitario, che indichi una spinta di partecipazione nuova; provocatoriamente qualche mese fa avevo lanciato l’estensione del diritto di voto anche ai sedicenni alle elezioni comunali, per evitare il divario tra giovani e democrazia; sì ad un welfare municipale ma diciamo no ad un welfare assistenziale". Tuttavia, come ha ricordato Bobba, "queste riforme non ci saranno senza la partecipazione dei cittadini e quindi della società civile. Per questo crediamo che compito dei cattolici organizzati in forme diverse e che non vogliono rinunciare alla loro ricca tradizione, sia quello di dare un volto a questa prospettiva di un federalismo solidale e cooperativo mettendo sempre al centro il primato della società civile sulle istituzioni e riuscendo, al contempo, a costruire un ponte, un dialogo con il mondo delle istituzioni". Anche per Paolo Bedoni, presidente della Coldiretti, la concertazione è il "punto cruciale", poiché le "forze sociali portano nel sistema decisionale il collante del principio della solidarietà sul quale esse si fondano".

Alle domande della società civile sono seguite le risposte delle istituzioni, rappresentate da Paolo Zanzotto, sindaco di Verona, in cui si auspica un "sistema istituzionale ancora più decentrato, mentre è ancora troppo poco snello e poco leggero", con il rischio di "creare difficoltà fra i sindaci e le comunità locali se gli statuti regionali saranno troppo rigidi". Sulla stessa linea si è posto Elvio Ubaldi, sindaco di Parma, che ha sottolineato la necessità che dal punto di vista legislativo sia definito in maniera chiara "chi è competente e su cosa sia competente". Maria Rita Lorenzetti, presidente della Regione Umbria, ha ricordato come la regione non sia "né un ministato né una somma di enti locali: è una rete di autonomia, luogo in cui si capisce il senso della comunità".

Chiudendo i lavori del convegno, il presidente della Camera Casini ha sottolineato come "i passi da compiere siano ancora molti; in questo cammino la cultura del servizio alla vita del paese costituisce l’ambiente ideale per l’affermazione del federalismo e del principio di sussidiarietà. E’ una cultura che è richiesta sia nei cittadini, specie in quelli impegnati nel sociale, sia nei politici: e, forse, in questo momento siamo proprio noi politici a dover mostrare, con le parole, ma anche con le opere, di possedere questa cultura del servizio". (Inform)


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