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INFORM - N. 194 - 14 ottobre 2002

DOCUMENTAZIONE

Tremaglia negli USA per il Columbus Day - Intervento alla serata di gala all’Hotel Walfod Astoria

(New York, 12 ottobre 2002)

Autorità, Signore e Signori, miei cari connazionali

Signor Auriana, Presidente del Columbus Day

Lo scorso anno, subito dopo l'azione dei barbari e dei terroristi, sono venuto a New York in visita ufficiale come Ministro per compiere un atto di devozione ai Caduti, a tutti quelli che avevano perduto la vita nella terrificante esplosione delle due torri, un atto di omaggio, profondamente sentito, al dolore di migliaia di famiglie e una determinazione assoluta: quella di combattere a tutti i costi quest'infame delitto.

Nella cattedrale di San Patrizio davanti a tanti familiari, di fronte al loro pianto disperato, in presenza del sindaco Giuliani abbiamo letto il messaggio del Capo dello Stato italiano: "L'America non è sola a piangere le sue vittime - ha detto il presidente Ciampi - questo è un lutto per il mondo intero. Li ricordiamo insieme: uomini e donne, vittime innocenti, accomunati dalle stesse radici.

E’ stato violato il valore della persona umana, fondamento del vivere civile, senza distinzione di nazionalità, di credo e di colore della pelle. A tutti va il nostro pensiero, la nostra commozione e la promessa di non dimenticare il loro sacrificio.

Che la loro memoria ci aiuti a sconfiggere la barbarie".

E proprio in quella occasione, nella cattedrale di New York, ho lanciato un messaggio di esaltazione del più puro e limpido eroismo, quello dei volontari che in una gara splendida di coraggio e dedizione fino alla morte hanno salvato molte vite umane. In questo quadro ho chiesto e richiedo oggi il conferimento ai Vigili del fuoco di New York del Premio Nobel per la Pace.

Loro hanno rappresentato tutti, dai singoli volontari alla Polizia.

Così dopo un anno siamo qui a New York e nel loro nome chiediamo ancora gloria e benedizione per tutti i morti, per le famiglie, per le vostre case, per la vostra e nostra bella America.

Da quel momento più decisa è stata l'unione con voi. Per l'America, la nostra è una collaborazione molto sentita e preziosa che rende sempre più forte questa antica amicizia.

Dalla scoperta dell'America, dai giorni di Colombo in poi dobbiamo segnare nella Storia il contributo di milioni di emigrati che sono giunti in questo Paese, hanno portato con loro fortissime radici culturali, grandi capacità e, anche nella sofferenza e tra tante difficoltà, siamo divenuti partecipi di un processo creativo di questa grande Nazione.

Vi sono state in un secolo di storia anche tante difficoltà, ma è la meravigliosa operosità, la volontà degli italiani, che si sono congiunti anche in termini familiari con voi, che hanno prodotto il grande miracolo di un'intesa assoluta nella costruzione di un mondo civile. Gli italiani hanno certamente sposato gli Stati Uniti d'America. Noi li abbiamo conosciuti nella pubblica amministrazione degli Stati Uniti, nelle centrali dell’industria, dei commerci, delle imprese, nell'amministrazione della giustizia, nei parlamenti, nei governi delle città, tanto è vero che oggi contiamo il 15% dei sindaci di origine italiana; e tanta è la loro forza in ogni continente che segnano un evento straordinario nei rapporti internazionali con 351 parlamentari nel mondo di origine italiana. E in questi giorni abbracciamo 26 deputati del Congresso e 6 senatori di origine italiana negli Stati Uniti d'America.

Questa è la grande verità e il grande patrimonio che nessun altro Paese ha nel mondo. Ve ne siamo tanto riconoscenti. Dopo decenni in Italia è stato concesso loro l'esercizio del voto politico; è stata cambiata la Costituzione e finalmente gli italiani in Italia si rendono conto che è avvenuto un fatto storico riconoscendo dopo decenni questi 60 milioni di oriundi accanto a 4 milioni di cittadini italiani all’estero che da quel voto hanno conquistato i diritti come gli italiani in Italia. Sono una grande risorsa e una grande ricchezza.

Il Ministero per gli Italiani nel Mondo, che ho l'onore di guidare, farà i seguenti convegni: Convegno degli scienziati e ricercatori italiani nel mondo, Convegno degli imprenditori italiani nel mondo, Convegno dei ristoratori italiani nel mondo, Convegno dei missionari italiani nel mondo, Convegno dei giornalisti italiani nel mondo, Convegno degli artisti italiani nel mondo, Convegno dei giovani italiani nel mondo, Convegno delle donne italiane nel mondo, Convegno degli ospedali italiani nel mondo.

Presentiamo così uno schieramento di grande forza, di unità, di intelligenze dei produttori e lavoratori di ogni categoria, che ha negli Stati Uniti d'America un punto di confronto e di esempio.

Riusciamo a dimostrare ovunque un rapporto indissolubile e permanente.

Gli italiani diventano una bandiera di progresso e di libertà, riescono ad interpretare un futuro che deve chiamarsi Alleanza Permanente per l'Occidente, innalzando principi, valori, identità che sono quelle di una nuova Europa che noi rappresentiamo.

Sono fiero ed orgoglioso di aver lanciato nel nome del Tricolore, che nel Columbus Day vedo sventolare meraviglioso per le strade di New York, la politica della italianità.

Questo ha un significato straordinario: Italia e Stati Uniti una sola anima per una grande politica internazionale.

Guardiamo con soddisfazione alle nostre forze in campo, agli Istituti di Cultura, alle nostre università, alla Casa d’Italia, alla Casa dei Bambini, all'ICE, alle nostre Camere di Commercio, alle testate giornalistiche, con "America Oggi" in testa, alle radio private, alle televisioni private, a Rai International, alla Dante Alighieri.

Nelle nostre vicende storiche, culturali e politiche le migliaia di associazioni italo-americane sono state indispensabili per la loro attività, per aver creato l’ambiente e l’organizzazione a favore dei nostri connazionali. A loro il mio caloroso abbraccio.

Tutta la mia vita politica è stata dedicata agli italiani nel mondo ai quali debbo la mia riconoscenza e il mio amore che viene dal profondo del cuore. Posso dire con tanta forza, con tanto impegno e con tanto entusiasmo: "Grazie a tutti voi, evviva gli Stati Uniti d’America, evviva l'Italia! " (Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo)

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