* INFORM *

INFORM - N. 193 - 12 ottobre 2002

La crisi Fiat vista dalla Svizzera

Ferrari è invincibile e la Fiat è in crisi. Il sunto di un anno automobilistico memorabile!

ZURIGO - Mai la Ferrari ha stravinto come nel 2002 e mai la Fiat ha denunciato in modo così ansioso una crisi senza precedenti. Non foss’altro che per la stretta parentela e contiguità tra le due società automobilistiche, le contraddizioni del made in Italy emergono come non mai, in uno scenario del villaggio globale che dimostra come fragile siano i parametri della globalizzazione senza frontiere e soprattutto selvaggia. E’ vero, la recessione, la mancata crescita economica, il vento sfavorevole per certe scelte di governo hanno inciso in modo marcante sull’andamento generale dell’economia, ma questo non spiega le contraddizioni di una politica aziendale che nelle competizioni di vertice (vedi Ferrari) è al top e in quelle di diffusione popolare (con la tutela dei principi degli interessi legittimi) è al minimo storico. Si aggiunga poi che il tutto avviene in un mercato (quello italiano) che non risulta del tutto libero come altrove, cioè dove l’intervento pubblico nell’economia privata è massiccio, storicamente massiccio, per quel che riguarda sia l’incentivazione produttiva che la gestione degli ammortizzatori sociali.

L’Italia è anomala per quanto concerne la funzione del diritto pubblico nell’economia: oligarchie economiche hanno per decenni usufruito dell’immissione di capitali statali e in momenti di crisi hanno ottenuto i finanziamenti necessari per sopperire alle deficienze del mercato.

Dobbiamo chiederci se è giunta l’ora della resa dei conti, sia nei confronti dei richiami disattesi, provenienti dall’Unione Europea, sia per le carenze strutturali e gestionali delle riforme vere del mercato del lavoro mai avviate. Un mercato che mai si è visto appaiato a riforme strategiche come quelle della scuola e della formazione professionale, altrettanto urgenti. Da questo punto di vista il paese è ancora indietro se confrontiamo le diverse problematiche della globalizzazione dell’economia e del mercato del lavoro sorte negli altri paesi dell’occidente economico.

Ripetutamente si è chiesto l’intervento del Governo per la gestione delle crisi. Ma sappiamo tutti che, quando si registrano fallimenti aziendali (sia nella gestione che nella strategia politica) i responsabili si fanno da parte e non chiedono sussidi o l’adozione degli ammortizzatori sociali, che a loro volta ( in Italia) vengono altresì gestiti dagli stessi manager che hanno fallito. Queste storture debbono terminare, se la modernità deve rappresentare una parola o un slogan pieno di contenuti seri, con i quali tutti noi possiamo identificarci. (Antonio Giacchetta-Inform)


Vai a: