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INFORM - N. 192 - 11 ottobre 2002

L’Italia dell’associazionismo riunita a Padova

Venticinque Enti hanno aderito al Convegno organizzato dal Sodalizio Abruzzese-Molisano, dal Circolo Culturale Sardo "Eleonora d’Arborea" e dal "Messaggero di sant’Antonio", edizione italiana per l’estero.

PADOVA - Una delle caratteristiche dell’attività delle associazioni è d’essere espressione della loro terra d’origine. Nelle regioni e città dove operano, esse divengono protagoniste d’un processo d’integrazione, trasformando il territorio in una casa comune, dove persone di diverse provenienze imparano a convivere e a relazionarsi. Su questa tematica, il Sodalizio Abruzzese – Molisano di Padova, il Circolo culturale sardo Eleonora d’Arborea di Padova e il Messaggero di sant’Antonio-edizione italiana per l’estero, hanno organizzato lo scorso 28 settembre un convegno a cui hanno aderito 25 associazioni. Le relazioni del convegno sui temi: Intercultura e mondializzazione: come salvaguardare l’identità locale e nazionale; e L’esperienza migratoria come modello d’intercultura, sono state esposte dal sociologo Sabino Acquaviva e dal Segretario Generale del Cgie Franco Narducci. Sono seguiti gli interventi degli assessori della Regione Veneto: Antonio De Poli e Raffaele Zanon; del dirigente della Direzione Affari della Presidenza, Ufficio Emigrazione, della Regione Abruzzo Marcello Verderosa; del dirigente del settore Veneti nel mondo della Regione Veneto Egidio Pistore. Ricca d’apporti anche la tavola rotonda, coordinata dal vicedirettore de Il Gazzettino Edoardo Pittalis, con la partecipazione di Gianvittorio Masala, coordinatore F.A.S.I. Nord Est; di Adriano Ciccotosto, presidente onorario Sodalizio Abruzzese di Padova; Serafina Mascia, presidente del Circolo Culturale Sardo Eleonora d’Arborea; di Anita Curreli, rappresentante del movimento giovanile dei Circoli Sardi nel mondo e di Gianni Tosini, esperto di problemi migratori e della Terza età.

Il convegno si è focalizzato sul ruolo delle associazioni di fronte alla sfida dell’integrazione e della mondializzazione. "In un mondo che sta rapidamente cambiando con risultati incerti e che suscitano perplessità - ha detto Armando Traini, presidente del Sodalizio Abruzzese-Molisano di Padova, introducendo il convegno - non è banale far ricorso alle radici che da sempre caratterizzano l’identità dei popoli. La molteplicità dei contatti fra diversi individui con differenti identità etniche e culturali pone oggi in modo pressante la necessità di un’interazione e di un’integrazione, senza dubbio benefiche a tutti gli elementi protagonisti di questo processo d’incontro e di collaborazione"..

Il professore Acquaviva, tralasciando una serie di considerazioni morali su tutte le culture esistenti e manifestando preoccupazione affinché non siano sopraffatte da altre culture dominati, si è soffermato su alcuni fattori che stanno a monte al tema del convegno: l’incontro e scontro tra la cultura tecnico scientifica emergente e la cultura tradizionale; la crisi demografica dell’Occidente e il fenomeno dell’immigrazione; la crisi del sacro e la persistente esperienza religiosa: fenomeni che vanno rapportati al nuovo modo d’essere religiosi; un fatto profondo che sopravvive alla secolarizzazione. Acquaviva ha formulato alcuni obiettivi: aiutare le identità regionali a crescere, per divenire laboratori di cultura regionale; far rinascere la loro lingua, le loro tradizioni, garantendo il senso di appartenenza all’Italia e all’Europa.

Dopo la relazione di Franco Narducci, che ha concentrato la propria attenzione sul vissuto delle comunità italiane all’estero, in particolare di quella svizzera, l’assessore De Poli ha voluto dare una risposta alle motivazioni della presenza nel Veneto delle associazioni provenienti da altre regioni: "quando ci si trova in territori diversi dalla terra d’origine, si cercano forme d’aggregazione che consentano di vivere ancora dentro mura domestiche". È un processo d’integrazione nella nuova società che cresce quando in seno alle famiglie si trovano persone d’origine diversa, protagonisti di rapporti interculturali. Anche per l’assessore Zanon, i temi del convegno hanno uno stretto rapporto con la politica regionale e nazionale: "Siamo di fronte a fenomeni epocali, a situazioni diverse da quelle che sono maturate nelle migrazioni che hanno caratterizzato la storia delle nostre regioni, i cui figli oggi vivono nei territori e nelle città di tutta la penisola". Le associazioni hanno per queste persone il ruolo di coltivare l’identità e favorire l’interscambio di culture diverse. "Ci troviamo con gente di culture diverse, ha proseguito l’assessore; con meccanismi d’integrazione difficili da attivare. Ma sono problemi che dobbiamo gestire al positivo, sul piano di pari doveri e pari diritti di fronte alla legge". Zanon ha illustrato in conclusione il progetto della Confederazione dei giovani veneti nel mondo: un’iniziativa ponte che intende promuovere una raccolta di fondi, di viveri e medicinali da inviare agli anziani in situazioni di povertà residenti in Argentina.

Agli interventi di De Poli e Zanon si è collegato anche Marcello Verderosa, che si è soffermato sulla situazione delle 132 associazioni abruzzesi nel mondo (e di altre 14 residenti in Italia) registrate nell’albo regionale. "Anche se il budget economico è ristretto, la Regione ha cercato di promuovere rapporti e collaborazioni con le sue associazioni: un legame che si estende a un milione e 300 mila abruzzesi, pari agli attuali abitanti della loro regione d’origine", ha sottolineato. Per le associazioni all’estero, nello spirito della normativa del 1995, la Regione si propone di dare una risposta organica, con interventi specifici sia in termini ordinari sia in termini straordinari.

Gli interventi della tavola rotonda, che aveva come tema i problemi e le prospettive dell’associazionismo di fronte al cambiamento generazionale, ha offerto un insieme di riflessioni ed esperienze di vita. Se Gianvittorio Masala si è soffermato sul ruolo delle Confederazioni sarde e sulle modalità di legame dei sardi con la cultura della loro terra d’origine, Adriano Ciccotosto, presidente onorario del Sodalizio Abruzzese-Molisano di Padova, ha posto l’attenzione sulle dinamiche che le famiglie emigrate vivono oggi al loro interno, portando esempi d’integrazione ma non d’assimilazione. Vivace e attuale l’intervento di Serafina Mascia, presidente del Circolo Culturale Sardo. Oltre a riaffermare il ruolo positivo delle associazioni, con il loro patrimonio storico, culturale e di esperienze nella storia migratoria italiana, ha messo in evidenza i problemi d’integrazione che le donne e le famiglie originarie d’altre regioni devono affrontare. È infatti nell’ambito della famiglia - ha affermato - che la cultura, l’integrazione, ma anche i problemi del lavoro, dell’infanzia, degli adulti e degli anziani vengono vissuti e riproposti all’esterno. Dopo l’intervento della giovane Anita Curreli, coordinatrice delle giovani generazioni sarde che vivono in regioni e Paesi diversi, ha preso la parola Gianni Tosini, intervenendo sul ruolo delle associazioni nella Terza età. Ripercorrendo la storia dell’associazionismo italiano all’estero (dalla prima conferenza dell’emigrazione del 1975 a oggi) ha messo in evidenza come le associazioni abbiano sempre costituito una risposta ai bisogni d’aggregazione e di specifici servizi in favore degli italiani anziani all’estero.

Nel dibattito si sono distinti, per contenuti e incisività gli interventi di Gianni De Candia, direttore de Il Messaggero Sardo, di Roberto Masier del Centro di Ecologia Umana dell’Università di Padova, di Oscar Cattapan a nome del Gruppo Giovani della "Trevisani nel mondo" e di Aldo Lorigiola, presidente Anea, associazione nazionale emigrati ed ex emigrati in Australia e Americhe. In definitiva, il convegno è stato un momento di forte aggregazione, in cui le associazioni presenti, e quanti hanno dato la loro adesione, hanno espresso la volontà di mettersi in rete per divenire sempre più dei laboratori d’idee, con la ricchezza delle loro identità e cercando di ritrovare, al fondo della loro storia e delle loro tradizioni, radici e valori che promuovano una cultura dell’incontro. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, con il sostegno della Regione Abruzzo e del Comune di Padova, ai partecipanti del convegno e amici è stato offerto un concerto di musica da camera con l’ensemble "Benedetto Marcello" di Teramo, che ha suonato brani del repertorio strumentale italiano del XVIII secolo. Di rilievo la partecipazione della soprano Mariangela Di Giamberardino. (Luciano Segafreddo*-Inform)

* Direttore del Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero


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