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INFORM - N. 192 - 11 ottobre 2002

Seminario Caritas-Migrantes sulla nuova legge per immigrazione e asilo

Confermate le critiche, si spera nel futuro regolamento di attuazione

ROMA - "Analizzare insieme le modifiche di legge e quelle che, sulla base delle esperienze di ognuno, possono essere le ricadute di carattere pastorale, culturale, sociale e umano determinate dalla nuova legge": questo l’obiettivo del seminario che si è tenuto a Roma lo scorso 4 ottobre. Obiettivo ribadito in apertura dei lavori da Mons. Luigi Petris, direttore generale della Migrantes, e da don Giancarlo Perego, responsabile area nazionale della Caritas italiana.

Una trentina i partecipanti, operatori socio-pastorali ed esperti invitati dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes dalle diverse regioni d’Italia.

Nella relazione introduttiva gli avvocati Giuseppe Delle Vergini e Luigi Mughini, che gestiscono per conto della Caritas l’Osservatorio Giuridico Immigrazione di Firenze, hanno illustrato quali siano i punti più problematici della nuova legge. Il quadro generale è stato integrato dagli interventi del dott. Paolo Bonetti del Servizio Migranti della diocesi di Milano.

Si è poi avuto nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio un rapido susseguirsi di contributi anche scritti da parte di quasi tutti i presenti, che hanno portato l’attenzione sugli effetti della nuova normativa nelle loro realtà locali, in particolare per quanto riguarda il diritto di asilo, la tutela giuridica, l’unità della famiglia, l’inserimento lavorativo: l’insieme degli interventi, che hanno l’autorevolezza di chi è in immediato e quotidiano contatto con i concreti problemi degli immigrati, ha fatto concludere che la condizione di questi ultimi si sta facendo sempre più precaria e incerta. Ne è risultato pertanto confermato il giudizio marcatamente critico che i due organismi ecclesiali avevano già espresso nell’ampio memorandum consegnato a diverse istanze istituzionali in fase di elaborazione della legge e che hanno ribadito dopo la sua approvazione definitiva.

Tuttavia la causa dei migranti e della stessa società italiana esige, per unanime consenso dei convenuti, che si guardi avanti con rinnovato impegno e si continui, nel rispetto della legalità, a coniugare l’atteggiamento critico a quello propositivo, sempre disposti a collaborare anche con le pubbliche istituzioni a tutti i livelli, com’è costume di Caritas e di Migrantes, in autonomia di scelte e di impostazione, lontani da ogni condizionamento e subordinazione.

Momento privilegiato di questo apporto collaborante e costruttivo può già essere l’elaborazione dei regolamenti di attuazione, come pure la revisione della normativa regionale in base alla legge nazionale. Né si esclude che grazie a un’opera concorde, insistente e motivata da parte dell’associazionismo, anche di ispirazione cristiana, si possa giungere anche alla revisione di qualche punto importante della legge stessa.

È previsto che ora un gruppo ristretto riesamini i tanti apporti di cui si è arricchito il seminario e ne rediga un documento di sintesi che può essere un utile strumento di confronto. (Migranti press/Inform)


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