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INFORM - N. 191 - 10 ottobre 2002

Il Trentino rilancia a Bruxelles la sua vocazione europea

BRUXELLES - Ha rilanciato il ruolo dell'Autonomia del Trentino in Italia - cammino che la riforma del Titolo V della Costituzione non può che rafforzare - e ha, soprattutto, evidenziato l'importanza del futuro ruolo di una realtà come la Provincia autonoma di Trento in ambito europeo: il presidente della Provincia Lorenzo Dellai, a Bruxelles, ha detto anche a chiare lettere che "in sede di attuazione del Titolo V, la Provincia autonoma di Trento dovrà essere libera di trattare con l'Europa in molte materie, salvo il potere dello Stato di discostarsene per gravi motivi di politica estera".

Intervenendo al seminario su "Le Regioni italiane in Europa dopo la riforma del Titolo V della Costituzione e nella nuova governance europea", il capo dell'esecutivo trentino ha anche ribadito quale potrà e dovrà essere il ruolo delle Regioni nella costruzione di aree tranfrontaliere e nella costruzione di nuove reti, anche per quel che riguarda l'importanza dei fondi strutturali in vista dell'allargamento ad Est.

Parlando dopo il presidente della Catalogna, Quatrecasas, nell'ambito del confronto organizzato dalla Regione Sicilia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia - incontro al quale hanno fra l'altro partecipato i ministri Rocco Buttiglione (Politiche comunitarie) ed Enrico La Loggia (Affari regionali) e i sottosegretari Antonione (Esteri) e Miccichè (Economia) - Dellai ha dunque ribadito quali siano le potenzialità del Trentino, un territorio che vuole essere un assoluto protagonista dell'integrazione europea: "Lo scenario nel cui ambito occorre oggi sempre più intervenire al fine di valorizzare il grande potenziale delle autonomie regionali è quello europeo e - ha concluso Dellai - si deve puntare su una Europa con le Regioni, concetto molto diverso e meno vago da quello di Europa delle Regioni".

Il ministro Rocco Buttiglione ha parlato della governance come della voglia di esercitare il proprio potere insieme agli altri: governance - ha detto - significa prima di tutto dialogo. La presenza delle Regioni a Bruxelles - ha poi aggiunto - è una grande risorsa per il sistema paese. Non perdiamo però - ha detto citando il ruolo dello Stato e in particolare dell'Ambasciata di Bruxelles - la capacità di muoverci insieme.

Il ministro degli Affari regionali, Enrico La Loggia, ha detto che si deve appprofondire insieme fino a che punto sarà possibile inserire nella Costituzione europea un riconoscimento formale delle Regioni, quelle Regioni che oggi hanno un nuovo peso in Italia: alle norme costituzionali - ha detto il ministro - va affiancato un disegno di legge che ha il compito di fare chiarezza sugli accordi internazionali e su tutti i grandi temi legati al ruolo delle Regioni e delle Province autonome. C'è già un tavolo trilaterale istituito dai ministeri degli Esteri e degli Affari regionali e dalla Conferenza delle Regioni - ha concluso il ministro - che deve trovare il modus operandi necessario per appoggiare le iniziative delle Regioni creando contestualmente un coordinamento generale. Tutto questo ci serve a costituire un'anima più genuinamente europea. (Inform)


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