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INFORM - N. 191 - 10 ottobre 2002

L’intervento a Bruxelles del Presidente della Toscana Martini: "Non regionalizzare l’Europa, ma europeizzare le Regioni"

BRUXELLES - "Non rivendicazione di nuovi poteri, ma assunzione di responsabilità a livello europeo. Non la volontà di regionalizzare l’Europa, ma quella di europeizzare le Regioni". Così il presidente della Toscana, Claudio Martini - unico rappresentante di Regioni italiane in seno alla Convenzione sull’avvenire dell’Unione - ha illustrato il 9 ottobre la posizione delle Regioni nel corso del seminario dedicato a "Le Regioni italiane in Europa dopo la riforma del Titolo V della Costituzione e nella nuova governance europea", promosso da Friuli-Venezia Giulia e Sicilia.

Martini si è detto fiducioso, dopo una fase iniziale ricca di aspettative ma anche frenata da molto scetticismo, che si stia aprendo "uno spazio positivo" per le Regioni nella nuova Europa che dovrà uscire dalla Convenzione. "Nel nuovo edificio europeo - ha detto – potrà esserci più spazio per le Regioni, sia nella fase ascendente della formazione delle decisioni, sia in quella discendente della loro attuazione". Uno spazio che, per Martini, potrebbe tradursi in forme di consultazione prima dell’assunzione delle decisioni su materie di competenza regionale e nella possibilità di poter ricorrere alla Corte di giustizia nei casi di conflitti di competenze con l’Unione.

Le Regioni con poteri legislativi in particolare, ha proseguito Martini, potranno trovare un ulteriore spazio nella riforma del sistema dei Consigli, che dovrebbe assicurare loro la piena partecipazione ai lavori, secondo le recenti dichiarazioni del vicepresidente della Convenzione, Giuliano Amato.

"Certo non abbiamo ancora alcun risultato in tasca – ha detto Martini -, bisogna lavorare e continuare l’opera avviata". Perché questo sia possibile, Martini ha posto due condizioni: un impegno intenso e mirato di tutte le regioni europee, a partire dall’assemblea delle regioni con poteri legislativi in programma a Firenze il 14 e 15 novembre; il contributo convinto della Conferenza nazionale Stato-Regioni, che non dovrà vedere il riconoscimento dei nuovi spazi per le Regioni come rischio di frammentazione, ma come assunzione di responsabilità per favorire la coesione.

Martini ha terminato con un appello al governo italiano: toccherà infatti al governo compiere il passo avanti decisivo per assicurare il coinvolgimento pieno delle Regioni nella costruzione delle politiche comunitarie. (Inform)


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