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INFORM - N. 191 - 10 ottobre 2002

Canti di montagna a Sarajevo, Banja Luka e Stivor per i 120 anni dell’emigrazione trentina in Bosnia

TRENTO - Sarajevo, Banja Luka e Stivor sono state le tre località della Bosnia Erzegovina dove il Coro Paganella di Terlago si è esibito fra il 4 ed il 6 ottobre in occasione della trasferta organizzata dalla Trentini nel mondo - con il contributo dell’assessorato all’emigrazione della Provincia Autonoma di Trento - per celebrare i 120 anni dell’emigrazione trentina verso la Bosnia.

I concerti del Coro hanno concluso nel segno della cultura il programma di manifestazioni per questa particolare ricorrenza: in precedenza era stato avviata un’iniziativa di animazione per i giovani di Stivor e, sempre a Stivor, il 10 agosto scorso è stata posta la prima pietra per la costruzione di un acquedotto destinato a servire circa diecimila abitanti della zona. Il progetto, coordinato dalla Trentini nel mondo, è sostenuto finanziariamente dall’assessorato provinciale alla cooperazione.

A Sarajevo il Coro Paganella ha tenuto il suo concerto nella sala teatro presso la sede della polizia municipale, davanti ad un folto pubblico. La serata è stata organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo e proprio l’ambasciatore Saba D’Elia ha aperto la serata con il suo saluto. Fra i presenti anche molti rappresentanti dei corpi militari italiani impegnati nelle operazioni di mantenimento della pace. E prima del concerto serale, il Coro Paganella si era esibito nella Caserma Maresciallo Tito, dove è di stanza l’Italian Battle Group, attualmente sotto il comando del colonnello Gianfranco Rossi, del 7° Reggimento Alpini con sede a Feltre.

Durante la sosta a Sarajevo la comitiva trentina, che era guidata dal direttore della Trentini nel mondo, Rino Zandonai, ha incontrato il Circolo trentino di Sarajevo, presso la sede che il Circolo condivide con l’Associazione Cittadini della Bosnia d’origine italiana. È stato un incontro all’insegna della commozione, resa ancora più profonda dall’esecuzione di alcune canzoni da parte del coro, fra le quali anche l’"Inno al Trentino". A fare gli onori di casa è stato Petar Civic, presidente del Circolo trentino di Sarajevo, che nel suo intervento di saluto ha detto che nella martoriata città capoluogo della Bosnia Erzegovina la vita sta pian piano tornando alla normalità.

La seconda tappa della trasferta del Coro è stata a Banja Luka, dove l’associazione culturale Marco Polo aveva organizzato la "Settimana della cultura italiana". Il concerto del Coro Paganella ha fatto da prologo a questa manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, in programma dal 6 al 13 ottobre. Il coro si è esibito davanti ad un folto pubblico, radunato nel "Teatro dei ragazzi" di Banja Luka.

Domenica 6 ottobre la comitiva trentina ha raggiunto Stivor, il paese dove nel 1882 si insediò un consistente gruppo di famiglie trentine - in prevalenza provenienti dalla Valsugana - che erano state coinvolte in un flusso di emigrazione programmato dall’Impero austroungarico, del quale allora faceva parte anche il territorio trentino. Per i coristi l’incontro con gli anziani abitanti di Stivor che ancora parlano il dialetto che hanno imparato dai loro progenitori conservandolo intatto fino ai nostri giorni, è stata un’esperienza di forte impatto emotivo. E l’emozione era evidente anche durante la messa celebrata nella chiesetta, durante la quale il Coro ha eseguito alcune canzoni. Al termine della funzione religiosa, sul piccolo spiazzo davanti alla chiesa, il Coro ha offerto un piccolo rinfresco, un momento che è servito per approfondire la conoscenza reciproca.

Poi c’è stata la visita al cimitero, il luogo della memoria dove i cognomi riportati sulle lapidi testimoniano le origini trentine delle persone che vi sono sepolte. Momento conclusivo dell’incontro è stato il pranzo offerto dalla Trentini nel mondo agli anziani del paese. Il menù servito alle persone riunite nella sede del Circolo trentino di Stivor e preparato in prima persona da alcuni stivorani, comprendeva minestra, porchetta, verdura, frutta e dolci preparati in casa. Piatti semplici, tipici di questa zona della Bosnia Erzegovina, dove i discendenti dei trentini emigrati 120 anni fa si sentono ancora affettivamente legati alla terra di origine dei loro padri ed accolgono sempre con grande calore ed entusiasmo i trentini che li vanno a visitare. (Inform)


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